Lucio Presta: “Certi programmi andrebbero fermati dopo la sigla”

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moreno amantini irriverente off

Lucio Presta, grande conoscitore della tv, manager di grandi artisti e costruttore di format televisivi, ci racconta retroscena e cambiamenti del mezzo di comunicazione di massa più importante della nostra società.

Come è cambiata la televisione oggi?

La tv, vero specchio della società, oggi ha preso una deriva pericolosa: ci sono programmi che andrebbero fermati dopo la sigla, per quanto sono volgari e diseducativi. Per fortuna il pubblico sta reagendo e di conseguenza stanno smettendo di fare ascolti. Ma si stanno riscoprendo e riproponendo titoli di trenta-quarant’anni fa con l’obiettivo di recuperare una tv semplice, pulita. Ottimo segnale!

I social e il web hanno determinato una rivoluzione nel mondo della comunicazione e quindi anche nella televisione generalista.

E’ innegabile l’influenza dei social sulla tv, ogni programma vive anche di essi, ma al momento non c’è una stretta connessione tra il risultato sui social e quello dell’Auditel.

In questa rivoluzione anche il ruolo dell’artista si è trasformato.

Gli Artisti con la A maiuscola non hanno subito alcuna trasformazione, tanto che alcuni di loro (i più bravi) usano pochissimo i social. E’ vero che arrivano in tv anche Artisti che provengono dai social, ma è altrettanto vero che spesso in poco tempo vi fanno ritorno.

Ci racconti come è nato un tuo successo televisivo?

I successi sono figli di tutti, mentre gli insuccessi sono orfani. Ho avuto la fortuna di assistere a molti successi e pochi insuccessi.

Molti successi professionali, ma sicuramente anche qualche delusione. Ce ne racconti una?

Solo una. Mi brucia molto, perché è avvenuta pochi giorni dopo l’attentato alle Torri Gemelle: dovevamo evitare di fare un programma e invece, per senso del dovere, lo abbiamo fatto, sbagliando! Era cambiato il mondo e dovevamo accorgercene.

E una soddisfazione professionale?

Cinque Sanremo straordinari, dove sono accadute cose uniche ed irripetibili, come quando suonammo l’inno di Mameli. E poi tutta la produzione televisiva di Benigni, che resterà nella storia della tv. Ma sono tanti gli artisti e i programmi che mi hanno fatto amare questo meraviglioso lavoro.

Da anni ti occupi di artisti importanti del calibro di Benigni e Bonolis: in questi casi amicizia e lavoro si accavallano.

Non potrei mai lavorare con artisti che non amo. Una l’ho anche sposata.

Ci racconti un episodio OFF della tua vita?

A 11/12 anni, per un incidente a cavallo, ho perso il cristallino dell’occhio sinistro e malgrado oggi si possa fare molto con la chirurgia non l’ho mai “sistemato”, proprio per ricordare che nella vita accadono cose che possono cambiare la nostra esistenza per sempre.

Hai sempre dato grande importanza alla famiglia e tutti coloro che rappresenti  devono aderire ad un codice etico: quanto ha influito la tua formazione in una scuola dei Salesiani?

Io sarò sempre grato ai Salesiani per avermi formato al rispetto degli altri e a comportarmi eticamente e moralmente.

Si può essere grandi artisti ma non grandi uomini nella vita quotidiana?

Mi è capitato di incontrare grandi Artisti ma piccoli uomini. Ma per mia fortuna non ho mai lavorato con loro.

Tuo figlio sta seguendo con successo le tue orme: sei felice di questa scelta?

Ne vado fiero, perché è stata una sua scelta e ha iniziato facendo fotocopie e portando i caffè. Ma ha talento ed è molto preparato. Anche Beatrice oggi lavora in Arcobalenotre e vederli vicino mi riempie di gioia.

Lucio Presta ha un obiettivo professionale che ancora vuole raggiungere?

Certo che sì: spero presto di convincere Roberto Benigni a tornare in Tv e fare una lunga tournée di TuttoBenigni. Il pubblico lo aspetta da tempo e i grandi artisti hanno il dovere di restituire il talento che hanno ricevuto in dono dalla vita.