Paolo Antonio Simioni azzera il ’68 a teatro

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E, finalmente, continua l’inarrestabile agonia del nefasto ’68 con tutte le idiozie che ha partorito! Anche l’Arte drammatica, dopo la società civile, recupera, passo dopo passo, la propria nobiltà, ritrovando le radici del Teatro classico e ponendole al centro del lavoro dell’attore. È Paolo Antonio Simioni, regista, acting coach e attore teatrale, a creare in Europa e a diffondere in tutto il mondo un’interessante proposta di metodo che, pur ispirandosi alle intuizioni del maestro Stanislavskij, supera la proposta americana del Group Theatre e riconsegna l’artista ad una sorta di invasione da parte dell’Arte, arginando l’autoreferenzialità attoriale tipica degli anni della cosiddetta sperimentazione.

Superare la dimensione esclusiva del linguaggio narrativo, per prediligere la nobiltà di quello poetico, raggiunta attraverso il corpo dell’attore, medium, quello sì, del messaggio profondo dell’Arte.

E, dunque, nessuna libera interpretazione delle proprie viscere, troppo umane per diventare Mito, ma devoto affidamento ad un codice drammaturgico preciso, al quale adeguarsi. Il 7 luglio, Figura Humana in scena a Torino. Dal 9 al 13 luglio, seminario presso l’Accademia Civica Paolo Grassi.

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