L’antimodernista Antares celebra Dino Buzzati

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Antarès – Prospettive antimoderne si batte da anni per una visione altra rispetto ai paradigmi del culturalmente corretto – siano essi di matrice filosofica, letteraria o artistica.

La rivista milanese, targata Edizioni Bietti, giunge al suo tredicesimo fascicolo, celebrando in Dino Buzzati un narratore da riscoprire nella sua interezza. Contro le scissioni del pensiero analitico, chirurgico e dualista, Buzzati propone un mondo simbolico e immaginifico, e proprio per questo capace di mostrare una realtà più concreta e autentica di quella visibile.

Vi sono autori, infatti, come disse una volta Conan Doyle, che «hanno varcato una porta magica». Tra questi, Dino Buzzati è stato eminente campione di un fantastico condotto nel cuore pulsante della materia. I suoi racconti non ci fanno volteggiare in altri universi, ma ci tengono ancorati al nostro, mostrandolo sotto una luce diversa. Egualmente operano i suoi magnifici scritti giornalistici, i romanzi e i troppo spesso trascurati dipinti.

Il presente fascicolo, disponibile in versione digitale e cartacea, affronta l’opera buzzatiana con saggi, racconti e documenti – imperdibili perle, fra le altre, quelle dedicate agli appassionati di Borges e Montanelli. L’obiettivo: offrire letture sfaccettate ma profonde di quell’uomo mite a geniale che fu Buzzati.

La fiaccola dell’antimodernismo, che brucia salotti, ideologie, cattivi (e fintamente buoni) maestri, risplende nell’etica dello stile dell’autore bellunese. Ricordando a noi italiani che l’identità si radica in simboli più che in manifesti. Nel nostro fantastico quotidiano più che in esotismi e utopie. Un monito alla nostra «serva Italia», sempre più «di dolore ostello».