SecondaMarea, il duo milanese che celebra la Natura e vive su un’isola

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«Appena è nata la nostra coppia, è nato il nostro duo. Abbiamo deciso subito di suonare insieme. L’alchimia che ci legava era magica». Ilaria Becchino e Andrea Biscaro formano dal 2005 i SecondaMarea, progetto che negli anni ha ottenuto tutti i più importanti riconoscimenti nazionali (tra gli altri, Premio Ciampi, De André, Bindi, Bianca d’Aponte).

Il loro ultimo album di inediti, con cui celebrano la natura e il ritmo del vivere naturale, si intitola Slow. Prodotto da Paolo Iafelice, vanta la partecipazione di musicisti quali il batterista e percussionista Leziero Rescigno (La Crus, Amour Fou, Mauro Ermanno Giovanardi), il bassista Lucio Enrico Fasino (Patty Pravo, Mario Biondi, Fiorella Mannoia) e il trombettista Raffaele Kohler (Baustelle, Afterhours, Vinicio Capossela).

«E’ il nostro disco più viscerale, autentico, personale. E nello stesso tempo il disco con la visione più ampia, panoramica, esistenziale» dicono. «Rispetto ai nostri lavori precedenti lo consideriamo una sorta di album-rinascita, di punto zero da cui ripartire. Parla e canta di radici ben piantate nel suolo, ma anche di chiome, foglie e rami protesi al cielo. Dodici canzoni dal taglio pop-folk per raccontare il nostro modo di esistere, forse. Il nostro punto di vista sul mondo, sulla natura, sui cambiamenti climatici, sul bosco, sul mare, sull’inquinamento, sul riscaldamento globale, sul cibo, sull’aria, sul lavoro manuale, sull’importanza del sogno».

Milanesi, classe 1982 lei, classe 1979 lui, Ilaria e Andrea si sono conosciuti in vacanza, durante un’estate di circa quindici anni fa, all’Isola del Giglio. «La musica era il nostro denominatore comune. Così come l’amore per le isole e la natura».

Un amore, quest’ultimo, così profondo da portarli a trasferirsi sull’isola toscana. E’ qui che da oltre dodici anni vivono e fanno musica: «Il concetto di lontananza non ci appartiene. È uno stato mentale, più che fisico. Si può fare musica in ogni luogo del mondo: dalla vetta impervia di una montagna, alla spiaggia più remota. Dalla metropoli caotica, al paese minuscolo di dieci abitanti. Non cambia nulla, in fondo, perché il mondo è dentro di noi, così come la musica».

Quanto alla propria musica, il duo ama definirla poetica, empatica, naturale. E’ il frutto di un percorso che, come ammettono, è stato pieno di soddisfazioni quanto di difficoltà. Ed ora i SecondaMarea desiderano che Slow possa andare lontano: «Teniamo molto a questo album, è la nostra creatura più preziosa. Poi, ci auguriamo tanti dischi nuovi da creare. E tanta Bellezza».