Il #caffè, la storia della migliore Italia

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Krotkov Vassily. Coffee. Cubo-futurism,canvas/oil 50cm x 60cm 2014
Vassily Krotkov , Coffee. Cubo-futurism, 2014, oil on canvas, 50 x 60 cm 

E’ nata 134 anni fa e ha cambiato la storia del gusto nel mondo entrando nell’immaginario simbolico, trasformando l’antico “oro nero” in un simbolo della modernità.

Stiamo parlando della macchina del #caffè espresso che un quasi sconosciuto imprenditore torinese, Angelo Moriondo, inventò nel 1884 affibbiandole un nome improbabile: “Apparecchio a vapore per la confezione economica ed istantanea del caffè in bevanda”.

Fu così rivoluzionato l’uso del #caffè, la misteriosa bevanda che secondo la leggenda, antichi monaci yemeniti della città di Moka avevano scoperto osservando l’energia delle capre che mangiavano una strana pianta dalle bacche rosse; e che in Europa si diffuse solo dopo il 1683 portata dai turchi durante l’assedio di Vienna.

In Italia il #caffè arrivò grazie ai veneziani; ma fu grazie a Moriondo che il caffè divenne “Espresso” esportando la parola italiana ad uso mondiale.

L’Espresso divenne presto uno dei simboli della nuova Italia moderna ed energica di cui la bevanda nera racchiudeva uno stimolante dinamismo.

New York, 20 febbraio 2014 – Solomon R. Guggenheim Museum – “Italian Futurism, 1909–1944: Reconstructing the Universe”

Ne cantò le lodi D’Annunzio: “infusione mentale, tintura frontale, mosto cervicale”; ne incarnò gli effetti il Futurismo il cui Manifesto travolgente scritto da Marinetti fu definito la “caffeina d’Europa”.

E furono proprio i futuristi a trasformare i “Caffè” in cenacoli intellettuali; a inventarne le prime pubblicità grafiche associando l’Espresso al treno: entrambi simboli della modernità.

Ecco, spiegatelo a George Clooney che in quella tazzina di concentrato energetico che lui sorseggia per pubblicità miliardaria c’è racchiusa la migliore storia della migliore Italia.