Maestri d’arte per l’Infanzia: un nuovo paradigma educativo

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CC0 Creative Commons
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Parlare dell’esperienza infantile significa, per ogni adulto mediamente attento e sensibile, addentrarsi in un pianeta sconosciuto, anzi di difficile conoscenza: un pianeta in cui i sensi sono organizzati diversamente, in cui le categorie di spazio, di tempo, i rapporti di causalità sono tutti intimamente intrecciati, non ancora strutturati in base alle variabili culturali adottate dal gruppo cui si appartiene.  Aver vissuto nei primi anni della propria vita nello stesso “pianeta” non aiuta l’adulto, a considerare ragionevoli, le aspirazioni, le fantasie, le indeterminatezze di un’età che appare allo sguardo dell’adulto, per la sua imprevedibilità, affascinante, ma anche densa di incognite. In definitiva, verso la realizzazione di una cultura dell’infanzia rimane e, talvolta, viene anche accentuata una fondamentale ambivalenza degli interventi sociali a favore del bambino considerato “non già quale soggetto di diritto, bensì quale destinatario incidentale di una serie di decisioni altrui”.

L’evidenza di questa considerazione risiede nel fatto della rovinosa esponenziale crescita dei “disturbi” infantili. Alcuni dati al proposito:

– i disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) sono una novità ma già presentano dati allarmanti. Se nel 2016 venivano diagnosticati tali 25mila bambini, oggi registriamo già un aumento del 15% di questo dato. In totale, anche se questi sono numeri “oscuri”, si stimano circa 400mila bambini diagnosticati,

– i disturbi di disattenzione e iperattività (ADHD), valutati a mezzo milione a livello mondiale, nel nostro Paese sembra possibile che sia interessata circa il 6% della popolazione scolastica. Di fatto, questo disturbo, viene curato normalmente con un potente psicofarmaco (Ritalin, nel cui “bugiardino” compare la scritta “può comportare morte”).

Drammatico, poi, è il dato sulla psichiatrizzazione dei bambini (bambini soggetti a cura psichiatriche). In Veneto, a esempio, regione con un sistema socio-sanitario di prim’ordine, negli ultimi 10 anno sono stati psichiatrizzati ben 55mila bambini. Il dato nazionale aggiornato vede 1 milione e 100mila bambini psichiatrizzati.

Rispetto a questa drammatica realtà, provocata dal mondo adulto incapace di risignificare l’attuale condizione infantile uscendo da processi di pesante medicalizzazione della loro vita, anche il mercato appare in prima linea facendo del bambino un suo grande consumatore per cui le aziende hanno finito di convertire il merchandising in istruzione facendo di ogni momento della vita del bambino una occasione commerciale.

Da qui la necessità di un nuovo paradigma educativo che ponga al centro la costruzione dell’identità del bambino.

Qui non si tratta di avere soggetti da formare ovvero de-formare, incasellare, costringere, ma letteralmente di costruire nuovi soggetti all’interno dei dispositivi educativi non rafforzando le loro capacità per promuovere il loro successo personale, ma agendo affinché gli individui possano unirsi tra loro e organizzarsi intelligentemente contro la povertà, l’ignoranza, la crudeltà e il basso livello etico, estetico e morale.

Ne consegue l’esigenza di PENSARE Oltre l’attuale stato di cose, oltre un modello educativo che ha, di fatto, espulso da sé la stessa pedagogia che ancora era in grado di fronteggiare la drammatica perdita di senso dell’esperienza umana per cui “nella situazione di crisi radicale del senso si rende necessario con carattere d’urgenza, ritornare alla radice, alla radice umana della capacità educativa consapevoli, come afferma Duccio Demetrio che “l’educazione è più della somma delle tante cose che possono abitarla”.

Il bambino ci rimanda un modo di “conoscere-diventando” sia plasticamente che drammaticamente per cui il bambino non si esprime attraverso le cose ma esprime le cose attraverso se stesso. In questo consiste il mistero della creatività artistica e in questo risiedono i principi fondamentali dell’educazione stessa del bambino.

PENSARE OLTRE, Associazione Non profit con cui collaboro come parte del Comitato Scientifico-Culturale, dopo 12 anni di attività propone un vasto progetto che di fatto mette in atto un nuovo paradigma educativo: Maestri d’Arte per l’Infanzia. Il progetto biennale si svolge in due momenti: un Corso di Alta Formazione – iniziato il 5 maggio a ChiAmaMilano e che proseguirà fino a settembre di cui ho preso la Direzione Generale  – che ha lo scopo di formare nuovi maestri d’arte.

E la consegna di un vero e proprio percorso di apprendimento creativo per bambini di 4 e 5 anni al teatro San Babila di Milano da ottobre 2018 a maggio 2019. Si concretizza così un nuovo paradigma educativo di apprendimento imperniato sul Fare Arte come accesso al Sapere accrescendo l’abilità anche nelle materie scolastiche.