Daniela Pungitore, fotopoesie e frammenti di sé

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Daniela Pungitore - EVANESCENCE

Daniela Pungitore, scomparsa prematuramente nel 2016, viene raccontata attraverso una mostra a Roma.
 
Ventitré scatti, dai paesaggi calamitanti agli autoscatti evocativi, per un percorso narrativo che procede tra simboli e ossimori. Le fotografie di Daniela Pungitore, accompagnate dalle sue didascalie poetiche, penetrano in chi le guarda come dardi nel cuore. Perché nelle sue mani la macchina fotografica diventa uno specchio, strumento di analisi e di autocoscienza. La sua è una visione del tutto e di tutto, scorporato e ricomposto secondo la sua emotività. Dove anche il vuoto diventa incredibilmente carico di significati.

Sarà visitabile sino a mercoledì 23 maggio, presso la D.d’Arte | Galleria Plus Arte Puls a Roma, la personale Guardare (fuori o dentro?). Sogni e bi-sogni di una Photodreamer della fotografa Daniela Pungitore, morta prematuramente il 10 marzo 2016, voluta e prodotta dalla sorella Lily Pungitore. L’esposizione è curata da Francesca Barbi Marinetti e con un testo critico di Marco Colletti.

«L’idea di questa esposizione – dichiara Lily – in principio fortemente ed emotivamente voluta “in memoria” di mia sorella, mi ha dato l’opportunità di scoprire, approfondire e quindi voler promuovere principalmente “l’artista Daniela”. Mi sono resa conto che le molteplici sfaccettature che ho ritrovato nel grande numero di scatti e temi del suo archivio fotografico e nelle poesie del suo blog, di cui questa mostra è un piccolo assaggio, sono un ricco patrimonio artistico da conoscere e condividere».

Daniela Pungitore – IN & OUT

Uno sguardo fotografico, quello di Daniela, che esprime il dialogo tra universo interiore ed esteriore, sia nella dimensione contemplativa che nel tormentato incontro/scontro tra forze magnetiche e antagoniste. Per lei, fotografa e poetessa, scomparsa prematuramente, le categorie di spazio e tempo assumono una dimensione diversa, talvolta rallentata, altre accelerata. Le inquadrature, dopo tutto, sono una scusa per raccontare altro. In particolar modo l’inquietudine, come in The sand man e S-legami, o l’oppressione/ossessione, come in Evanescence, la violenza emotiva espressa da un paesaggio, come avviene in Barcelona e Bagnoregio, o il tempo mutato, in Mistery time e Timeless.

Daniela Pungitore nasce a Roma nel 1966, dove ha prevalentemente lavorato e vissuto. Eredita la passione per la fotografia dal padre insieme con la sua Minolta autocord del 1970. La passione diventa professione dopo i 40 anni, quando si dedica quasi esclusivamente alla fotografia accompagnandola spesso con la scrittura. Fotografa autodidatta, poliedrica e curiosa delle varie tecniche e tematiche, ha prediletto soprattutto il bianco e nero. Partecipa a numerosi contest fotografici ricevendo riconoscimenti per più di uno scatto. Due di questi, Metaphisical walk ed Evanescence, sono presenti nella selezione di questa sua retrospettiva. La sua precedente personale si è tenuta nel febbraio del 2014 presso la galleria Il Moro in Roma.

“La vocazione artistica di Daniela Pungitore risponde ad un doppio impulso – sottolinea la curatrice Francesca Barbi Marinetti Sia per il dualismo espressivo insito in lei quale fotografa e poetessa, che per il suo destino di donna sensibilmente creativa messa a dura prova da forze insidiose e avverse. Il dualismo dell’anima è, infatti, il riflesso di una splendida giovinezza offesa prima del tempo solitamente concesso. La dimensione contemplativa e seduttiva, il movimento e scontro tra correnti cosmiche nei paesaggi naturali e urbani, l’immaginario simbolico dei suoi scatti fotografici, esprimono tale urto di forze antagoniste“.