A Milano un fondo per le vittime di aggressioni violente

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E’ il 1 Aprile, la domenica di Pasqua e Milano nei giorni festivi è proprio un deserto.

Poco dopo le 13.30 Giovanni Ravenna, 86 anni, esce dalla fermata di Turro: è appena stato alla Santa Messa al Duomo e solo, sta tornando verso casa dove Alessandra, sua figlia, ha preparato il pranzo pasquale.

Giovanni cammina appoggiandosi al suo bastone, è quasi giunto a casa, quando un uomo in bicicletta gli chiede l’ora e una sigaretta, ma lui non fuma così l’uomo si allontana. Intanto Giovanni è giunto quasi al portone di casa e, per aprire, appoggia il bastone sul muro.

E’ un attimo. Qualcuno lo aggredisce alle spalle e perde conoscenza: l’uomo pensa di essere caduto, ma subito si accorge che al polso non ha più il suo orologio e che gli mancano 50 euro e la tessera ATM: 

«Non ho visto nessuno, soltanto dopo, guardando i filmati della rapina ho riconosciuto l’aggressore. Quando mi sono ripreso ho chiesto aiuto battendo il mio bastone per terra così mia figlia è uscita… quando mi ha visto è rimasta scioccata per le numerose ferite al volto: la mia mandibola era fratturata in tre punti tanto che ho dovuto subire un intervento chirurgico molto delicato».

Proprio del mese di marzo il Comune di Milano ha approvato un emendamento grazie al quale si è costituito un fondo cui potranno rivolgere domanda di indennizzo coloro che avranno subito aggressioni violente nel corso di furti o rapine avvenuti nella propria abitazione o nel proprio negozio o impresa.

L’idea di questa forma di sostegno verso le vittime di aggressioni e rapine violente nasce dall’osservazione che oggi, in Italia, chi subisce questi reati non è meritevole, secondo la legge, di assistenza legale, medica, psicologica.

Per questo motivo Unavi (Unione Nazionale Vittime) sta portando avanti questa battaglia affinché le vittime non siano lasciate da sole da uno Stato che, piuttosto, concede il gratuito patrocinio agli aggressori. 

Fabrizio De Pasquale, consigliere del Comune di Milano, promotore dell’iniziativa, assicura che il fondo è stato istituito, ma è necessario un bando affinché questi 80.000 euro siano finalmente stanziati:

«Noi abbiamo fatto approvare questo emendamento al bilancio per istituire il fondo; anche il Tribunale di Milano ha sollecitato questo bando affinché il Comune si attivi per stabilire chi può accedere al fondo. Già sono arrivate le prime richieste da parte di vittime che vogliono accedervi e questo fatto mi ha spinto a sollecitare ulteriormente il vicesindaco Anna Scavuzzo così che il Comune si attivi per pubblicare i criteri del bando».

La rubrica di OFF #legittimadifesa è un’iniziativa in collaborazione con UNAVI Unione Nazionale Vittime
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1 commento

  1. Curare gli effetti di un problema,va bene,ma occorre anche lavorare,per rimuoverne la causa,ovvero la auutale legislazione.La difesa è da considerare “sempre legittima”!Sta all’aggressore,il RISCHIO,di avere di ritorno una reazione/difesa “blanda” o “capitale”,secondo le circostanze,che il malcapitato potrebbe mettere in essere.Non spetta all'”aggredito” il DOVERE di dosarne,gli effetti!

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