Io, figlio di mio figlio guardo il mondo con occhi speciali

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Gianluca Nicoletti con Io, figlio di mio figlio (Mondadori, 240 pagine, 18 euro) continua il suo viaggio nel mondo dei “cervelli ribelli”, quei neurodiversi di cui anche lui rivela a sorpresa di far parte.

Sindrome di Asperger, questo il responso dei test a cui il giornalista a 63 anni si è sottoposto dopo aver appreso che lui stesso, come suo figlio Tommy, potesse soffrire di un disturbo dello spettro autistico.

L’autore ripercorre quindi la sua vita alla luce della diagnosi: l’infanzia travagliata, la necessità di isolarsi e le difficoltà nelle relazioni affettive. Grazie al suo Tommy, il padre diventa così figlio di suo figlio, imparando a vedere il mondo con occhi speciali, occhi di chi viene isolato perché della diversità si ha ancora tanta, troppa paura.

Il suo cervello non gli ha però impedito di intraprendere una brillante carriera nel mondo della comunicazione, incentrata sulla capacità di valutare il mondo da un punto di vista mai scontato o banale.

Nicoletti scommette sul fatto che in futuro con nuove tecnologie e l’abbattimento di strutture affettive tradizionali, ci sarà sempre più necessità di chi è in grado di leggere il mondo in modo speciale, diverso da tutti gli altri.