Simone da Pra, l’alieno tra gli umani

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«Passerà è cadere 100 volte e rialzarsi 101» dice Simone Da Pra del suo nuovo singolo, prodotto da Big Fish e Marco Zangirolami e distribuito da Believe Digital.

E’ un brano con un testo forte e diretto, che invita a non perdere mai le speranze e la forza di ricominciare a vivere e sognare. «Attraversavo l’ennesimo brutto periodo della mia vita: avevo perso mio nonno, che è stato l’unica vera famiglia che io abbia mai conosciuto; come se tutto questo non bastasse, chi nella mia “famiglia” non mi ha mai accettato per quello che sono e mi ha sempre dato contro insultandomi e sminuendomi, non si è fermato nemmeno in quel periodo. Me ne sono andato di casa e nel giro di una notte ho scritto Passerà» racconta il cantautore.

Nato a Pieve di Cadore nel 1985, Simone è attratto dalla musica fin da bambino: «Canticchiavo ovunque, in macchina con mia mamma, in casa davanti alla tv, preso dal ritmo di infinite canzoni». Durante l’adolescenza la musica passa però in secondo piano, per ritornare nella sua vita nel momento più difficile. E’ il 2001 quando Simone perde la mamma, uccisa da un uomo che la perseguitava da tempo, nonostante le 18 denunce alle spalle. «Perdere una madre credo sia un forte colpo anche in età avanzata, figuriamoci perderla a 16 anni» racconta. «È accaduto tutto così velocemente che nemmeno me ne sono reso realmente conto, se non quando ormai era troppo tardi. La mia vita è cambiata improvvisamente e con il senno del poi posso dire che volevo illudermi di poter avere una vita come quella dei miei amici d’infanzia. Beh, non poteva essere così. L’ho capito solo da pochi anni, quando ho iniziato a ritrovarmi e accettarmi. Tutto questo mi ha portato ad essere oggi, dopo un infinito lavoro su me stesso, una persona molto sensibile, a volte mi sento un umano tra gli alieni, ma forse, in verità, sono un alieno tra gli umani. Umani che troppo spesso dimenticano di essere tali».

Questa drammatica esperienza ha influenzato Simone e tutto il suo mondo musicale, che ruota attorno a temi come il femminicidio e la violenza in generale. La prima canzone nasce nella soffitta di casa dei nonni, con il miglior amico d’infanzia. Dal 2002, con lo pseudonimo di Oxi, inizia a registrare i suoi primi brani: «Avevo indossato una maschera, un costume, perché fuggivo dalla realtà; ho costruito un “personaggio” senza nemmeno rendermene conto, volevo solo dimenticare ciò che mi era successo. Poi ho abbandonato Oxi perché iniziavo a non sentirmi più a mio agio in quei panni, Simone Da Pra iniziava a bussare alla porta, mi stava dicendo: “Esisto anch’io, finiscila di ignorarmi”».

Il debutto nell’ambiente del rap italiano avviene nel 2006 con il disco Vita Di Ragazzi Di Oggi, a cui seguono nel 2008 Bancarotta, composto da 18 brani che affrontano argomenti giovani e di protesta sociale, e nel 2010 CabaRap, album che vede la collaborazione con Linus e Nicola Savino, un featuring parlato estratto dal programma Deejay Chiama Italia. «Passare dalla soffitta di casa ad uno studio professionale è come passare dalle giostre di periferia a Disneyland», dice Simone ripensando al suo percorso, aggiungendo: «Senza dubbio la tappa più significativa è stata l’incontro con Big Fish, che mi ha aiutato molto non solo musicalmente ma anche a livello umano; a volte mi viene da piangere al pensiero che sia riuscito ad aiutarmi di più un producer che alcuni familiari, con cui non ho mai parlato di niente in vita mia».

Tre album pubblicati, collaborazioni con Ensi, Raige e Mondo Marcio, Simone è cresciuto ascoltando Sottotono, Articolo31, SacreScuole, BassiMaestro. «Quando è esploso Fabri Fibra – confida – mi sono appassionato a lui al punto che ho iniziato a rubargli le rime e il carattere. Anzi, ho cercato di rubargli tutto, ma Fibra è Fibra, non puoi ricalcarlo con la carta carbone, fallisci. Oggi ho riferimenti molto diversi, non sento rap, mi dà la nausea».

Se prima la musica per lui rappresentava un’evasione, adesso, dice, «è qualcosa di molto più grande, un mezzo di comunicazione per raccontare tutto quello che vedo in questo mondo e vale la pena di essere raccontato, ma che purtroppo quasi nessuno racconta».

Mentre è nelle radio Passerà, non è ancora pronto il disco che lo conterrà: «Ho vari pezzi scritti su fogli di carta e nel mio pc, ma per la prima volta non ho fretta, voglio godermi il viaggio. Ora voglio scoprire cosa mi riserva il futuro, credo sia la prima volta nella mia vita in cui credo in me. Voglio stare bene, evitare ogni singola persona negativa, provare davvero a stare a galla in questo mondo di squali, visto che ho da poco smesso di sanguinare».