Via quei vergognosi sigilli dal centro Boeri di Norcia!

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Fonte: Stefano Boeri Architetti
Fonte: Stefano Boeri Architetti

Il teatro nelle polis greche era considerato così importante che i cittadini venivano pagati per andare ad assistere agli spettacoli. Tante volte nella storia, soprattutto nei momenti difficili, le comunità si sono raccolte intorno alla parola che si fa carne. Ed è quindi un pessimo segnale sapere che a Norcia, colpita dal terremoto, sfregiata nella sua bellezza, la procura (di Spoleto) abbia messo due mesi fa i sigilli ad una struttura edificata per contenere un piccolo teatro e la sala del consiglio comunale.

Non è qui lo spazio per sviscerare dal punto di vista amministrativo la questione. Basti dire che al sindaco Nicola Alemanno e all’architetto Stefano Boeri è stato contestato, con avviso di garanzia, il reato di abuso edilizio.

Il centro polivalente fu costruito dal comune con i soldi degli italiani, raccolti dal Corriere della Sera e da La7, e secondo la protezione civile seguendo le procedure operanti in caso di emergenza che derogano alcune norme urbanistiche e paesaggistiche e permettono di edificare strutture temporanee per assicurare “la continuità dei servizi pubblici”.

Chiunque passi da Norcia può vedere e capire che l’edificio non ha nessuno tipo di impatto paesaggistico pensando, a maggior ragione, che esso è temporaneo così come ha certificato Boeri che di queste cose se ne intende, essendo uno degli architetti più famosi al mondo. Si può anche notare che altri edifici del tutto simili, realizzati con la stessa procedura dalla protezione civile, non hanno i sigilli e anzi funzionano bene. Il che non fa che aumentare lo sconcerto.

Non si comprende bene il motivo per cui il sindaco Alemanno e l’architetto Boeri avrebbero dovuto compiere un abuso col fine di dare un luogo di ritrovo e di speranza agli abitanti sfollati ormai da quasi due anni, che soffrono d’aver perso la propria casa, costretti al disagio di aver vissuto in tenda o negli alberghi, ed ora (per fortuna) sistemati in dignitose casette prefabbricate.

Il 10 luglio la Cassazione deciderà se dissequestrare il centro polivalente. Se così non fosse significa che lo Stato vuole punire i propri cittadini.