Quelle meravigliose stanze dell’arte di Casa Testori

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Nicola Samorì e Matteo Fato. Iscariotes. Casa Testori, Novate Milanese, 2018. Ph. Michele Alberto Sereni
Nicola Samorì e Matteo Fato. Iscariotes. Casa Testori, Novate Milanese, 2018. Ph. Michele Alberto Sereni

Casa Testori è completamente aperta al pubblico e si affaccia direttamente sulla strada che corre parallela ai binari della ferrovia di Novate Milanese, intersecando la via in cui sorge la storica fabbrica di famiglia. 

La casa natale di Giovanni Testori ospita oltre venti stanze suddivise su due piani e collegate da un’ampia scalinata, oltre ad un ampio ed intimo giardino con una splendida magnolia.

casa testori, nicola samori, matteo fato, il giornale off, marco lomonaco, emanuele beluffiLa mostra che noi di OFF abbiamo visitato, localizzata al piano terra della storica dimora dello scrittore,  si intitola Iscariotes ed è il primo appuntamento di cinque della rassegna Pocket Pair.

La mostra è curata da Alberto Zanchetta, che scommette sul duo Matteo Fato e Nicola Samorì: artisti dal curriculum già importante, accomunati da una visione similare del principio di scultura e pittura.

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Nel percorso espositivo, le opere dei due si intrecciano e dialogano attraverso sapienti accostamenti, tanto da sembrare a tratti l’una il completamento dell’altra: in una troviamo la forma e nell’altra il contenuto.

I due artisti tessono un filo conduttore con la struttura ospitante e il suo storico inquilino. Le opere vengono distrutte e scomposte, qui ridotte all’osso e lì esaltate dal colore, in un caso turbano e nell’altro illuminano. Matteo Fato e Nicola Samorì si rispecchiano l’uno nell’altro attraverso un dialogo ai limiti dell’immagine come noi siamo abituati ad intenderla, infilandosi in una continua spirale di rimandi.

casa testori, nicola samori, matteo fato, il giornale off, marco lomonaco, emanuele beluffiTra le stanze più belle adibite a mostra, certamente troviamo la stanza del camino, con le opere dei due artisti raffrontate una sopra l’altra: il dipinto di Samorì posizionato all’interno del camino richiede uno sforzo per riconoscere l’immagine che quasi appare come una linea di contorno impercettibile che va delineandosi nell’oscurità. Il dipinto di Fato torreggia invece perpendicolarmente sul camino, proponendo chiaro e distinguibile un ritratto, celandone però i tratti inconfondibili.

Dulcis in fundo, come non citare tra le stanze più belle della casa adibita a mostra  Nel Giardino d’inverno, dipinta da Massimo Kaufmann nel 2014. 

casa testori, nicola samori, matteo fato, il giornale off, marco lomonaco, emanuele beluffiNel cuore della stanza dai mille colori è raccolta l’opera simbolo della mostra: due piccoli dipinti vengono esposti su di un intelaiatura di legno per raccontare due episodi distinti ma in dialogo tra loro, come due facce della stessa medaglia. Samorì raffigura il recupero di un autoritratto di Rembrandt, occultato dai nazisti, da parte di due “Monuments men”.

Fato, dall’altro lato, racconta un ritrovamento ai limiti del surreale e del grottesco: una grande testa di pseudo origine romana emersa da una spiaggia californiana e proveniente dagli Studios, dove sarebbe stata creata ad hoc per un kolossal storico di qualche anno precedente.

Crediti fotografici per tutte: © Sofia Obracaj