Gabriele Hintermann: chi ha paura delle “StriScie Chimiche”?

0
Gabriele Hintermann, StriScie Chimiche

Gabriele Hintermann, StriScie Chimiche«Era un periodo nel quale osservavo spesso il cielo e notavo come in alcuni giorni le scie degli aeroplani erano più numerose e che, successivamente, queste ultime si allargavano formando una sorte di nube più grande che sembrava fatta di fumo» dice Gabriele Hintermann. «Dopo queste osservazioni ho cercato informazioni su questo fenomeno e ho avuto paura. Ho scoperto un mondo inquietante, dove tutto era il contrario di tutto e dove la verità faceva fatica a venire a galla. Ha iniziato così a ronzarmi in testa un ritornello che non riuscivo a togliermi dalla mente. Dopo qualche tempo ho preso la chitarra e tutto d’un fiato mi sono venute le strofe di una canzone su un tema attuale e controverso, cucita su misura su di me e sulla voce di Matteo Gabbianelli dei Kutso».

StriScie Chimiche il titolo di questo brano, che tratta appunto il delicato tema delle scie chimiche ponendo delle domande chiave sulla questione. Accompagnato da un videoclip con la regia di Lulù Cancrini e Marco Varriale, il singolo fa da apripista a quello che sarà il primo album ufficiale di Gabriele, del quale anticipa: «Sarà un lavoro sudato nel tempo. Ci saranno dentro anni di creazioni con canzoni più recenti e canzoni che invece mi sono portato insieme negli anni, rivisitate con un nuovo sound. Sarà un disco pieno di partecipazioni incredibili, come quella di musicisti macedoni provenienti da formazioni balcaniche originali. Un lavoro d’ascolto, ma soprattutto da ballo!»

Il cantautore ha alle spalle una lunga gavetta: dalle lezioni di chitarra classica cominciate a undici anni al primo gruppo rock, i Red Sky, dal conservatorio di Santa Cecilia fino ai primi lavori: «Il mio è stato un percorso ricco di sfide, di tormenti, di musica e sogni. Penso che per arrivare a raccontare qualcosa ci sia bisogno di vita vissuta e posso dire che fin da giovanissimo ne ho avuta veramente tanta».

Figlio del noto attore di prosa, televisione e cinema Carlo, Gabriele ammette che l’avere un papà nel mondo dello spettacolo è stato una spinta in più per avvicinarsi al mondo artistico: «Ho avuto l’opportunità di crescere in un ambiente intellettualmente aperto e pieno di stimoli. Si parlava spesso di teatro e di arte a tutto tondo». Bambino creativo ed irrequieto, intorno ai nove anni scopre le canzoni di Franco Battiato («Artista che mi ha segnato per sempre, ascoltando le sue canzoni si creava dentro di me qualcosa di magico»).

Gabriele Hintermann, StriScie ChimicheNella sua carriera anche la partecipazione a Tu sì que Vales: «L’esperienza al talent mi ha fatto sorridere; ero in qualità di contrabbassista e la cosa che mi ha sorpreso di più era vedere quante persone provano e sperano nel dietro le quinte per avere quei famosi minuti di celebrità».

In tv ci arriva con una band che porta il suo nome, Gabriele Hintermann & Il Circo BauMann, con cui apre più volte i concerti del gruppo folk Modena City Ramblers di fronte a migliaia di persone: «Un’esperienza che mi ha segnato profondamente e che vorrei ripetere all’infinito».

Invitato a riflettere sulle difficoltà che incontrano i cantautori e musicisti emergenti, Hintermann dice: «Quella più grande in questo periodo è rappresentata dal fatto che l’industria discografica sta cambiando e si fa più fatica a venir fuori. Nell’era moderna bisogna coltivare il proprio giardino spesso da soli e spesso senza sapere quali mosse abbiano più senso di altre. Bisogna seguire il proprio cuore e capire in quale direzione può pulsare più forte ancora».

Infine, non ha dubbi su ciò che rappresenta la musica per lui: «La salvezza da un contesto sociale e psicologico piuttosto esploso e confuso. Tornare alla musica significa tornare a qualcosa che ha a che fare con le origini della nostra anima. Qualcosa che spesso si perde nella frenesia, ma che fortunatamente si ritrova ogni volta che rientriamo in contatto con il suo nettare dolce. La creazione invece rappresenta il processo salvifico per sentirsi parte integrante dell’universo stesso».