Andrea Luchesi, o il requiem di corte

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Non è propriamente un Requiem (né per struttura, né per ispirazione) quello di Andrea Luchesi (1741-1801), compositore italiano ignorato fino a pochi anni fa e attivo a Bonn come successore del nonno di Beethoven a maestro di cappella del principe Maximilian Friedrich, da poco inciso dall’etichetta Concerto Classics e che fa seguito ad un precedente cd, del 2016, sempre dedicato alla musica sacra compositore italiano.

Questo è, invece, un Requiem inteso come introitus della Messa funebre e di un Dies irae, la sequenza propria della stessa messa. Cosa colpisce primariamente della presente musica luchesiana? Di certo l’esser ben lungi, a partire dall’introito, dalle tremende e severe sonorità che ci si potrebbe aspettare da un Requiem: nessuna severità contrappuntistica a beneficio, invece, di una tutto sommato semplice vocalità corale.

Dopo un il Dies irae (lento), farcito di qualche stilettata degli archi, con il Quantus tremor (e qua e là anche nel Tuba mirum) fanno capolino fanfare di ottoni in stile quasi haendeliano, nel Liber scriptus ecco alcune arie di impostazione fortemente teatrale (da opera buffa), sensazione rafforzata nel concertato belcantistico del violino col tenore nel Judex ergo, nel recitativo Quid sum miser, nell’allegro Rex tremendae, nella svolazzante aria dell’Ingemisco e nel dialogo di Oro supplex tra contralto e clarinetto. Il Lacrimosa finale, che riecheggia il Dies irae iniziale, si conclude con un timidamente severo Amen fugato.

Completa l’incisione la prima incisione in assoluta di un’Ave Maria su testo tropato («Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum, benedicta et venerabilis es, felix, Virgo Maria»): anche qui, nonostante il testo faccia pensare all’uso offertoriale dell’antifona, i caratteri compositivi del Luchesi palesano predilezione per ritmi, sonorità e melodie più viennesi che romane, più di corte che di cattedrale. Un gigante della musica forse no, sicuramente un autore da conoscere per la comprensione dello stile belcantistico italiano e, in questo senso, ben utile è quest’incisione.

Andrea Luchesi
Requiem
Concerto Classics
Roberta Canzian, Elena Biscuola, Riccardo Botta, Armando Badia, Nuova Orchestra Busoni (Massimo Belli, dir.), Coro della Cappella Civica di Trieste (Roberto Brisotto, dir.)