Quei sogni che è bene non lasciar andare via

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Eleonora Betti, Angela Lonardo
Eleonora Betti

Eleonora Betti, Angela Lonardo

«È un album che nasce dal desiderio di fissare e chiudere un periodo di scrittura abbastanza lungo e di proporre la mia musica ad un pubblico più vasto».

Eleonora Betti parla di Il divieto di sbagliare (RadiciMusic Records), il suo disco d’esordio, un viaggio, con tratti onirici, nell’animo umano.

Nove i brani raccolti, di cui tre in inglese – più una bonus track che vede la collaborazione con il producer Orang3 – per raccontare e raccontarsi.

«L’italiano mi porta spesso ai giochi di parole, l’inglese verso un linguaggio essenziale» dice la cantautrice e pianista toscana a proposito della sua attitudine nel comporre in due lingue. La musica ha sempre fatto parte della vita di Eleonora: «Ho sempre amato cantare. Ricordo che all’asilo adoravo Nel blu dipinto di blu. La cantavo spesso quando ero sull’altalena, anche solo nella mia testa; mi pareva una perfetta colonna sonora».

Già quando intonava il più celebre brano di Modugno aveva le idee piuttosto chiare sul suo futuro: «Da bambina sognavo di fare la cantante o la scrittrice. Scrivendo canzoni, posso dare spazio a entrambe le cose. Ogni giorno penso che questa sia la gioia più grande: non aver mai abbandonato i miei sogni e avere investito le mie energie nella direzione che veramente volevo dare alla mia vita».

A sei anni inizia a suonare il pianoforte, mentre più tardi avverte quel bisogno di trovare un canale espressivo che va oltre l’interpretazione di materiale scritto da altri («Volevo essere io a creare musica e testi»).

Sono diverse le tappe del suo percorso che considera significative: «L’aver dato spazio al canto nell’infanzia, decidendo però di imparare anche a suonare il pianoforte, passando per la musica classica. Il liceo classico a indirizzo musicale di Arezzo, che mi ha lasciato tantissimo, insieme al jazz che ho iniziato ad ascoltare un po’ per caso, nello stesso periodo, e di cui mi sono innamorata. Lo stesso è successo con il fado portoghese, con il musical, con la musica popolare italiana. Certamente fondamentale per me è stato anche l’anno trascorso a Londra. Ha segnato uno spartiacque nella mia vita e nel mio cammino musicale».

Eleonora Betti, Angela Lonardo
Eleonora Betti

Oggi Eleonora si ritiene fortunata: «Ho il privilegio di vivere le mie giornate dedicandole alla musica, che sia suonando, che sia insegnando. Ma dire che è stato un percorso facile sarebbe poco realistico. Non è una scelta di vita che consiglierei a chiunque non abbia una passione così forte da restare solido rispetto alle proprie decisioni nonostante le difficoltà, le incertezze, il senso di precarietà».

Impegnata a portare il disco in giro nei live, la songwriter confida: «Quando penso alle collaborazioni con altri artisti non riesco a fare un solo nome. Di getto dico Simone Cristicchi, Niccolò Fabi, Elisa. Ma quasi mi vergogno un po’ a dirlo, che mi pare tutto troppo in alto perché io possa mai arrivarci. Però i sogni è bene non lasciarli mai andare».