Martina Colombari: “Quel giorno che la mia vita cambiò”

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Italian model Martina Colombari attends the amfAR Milano, the Foundations fifth annual benefit held in conjunction with Milan Fashion Week, at La Permanente in Milan, 21 september 2013. ANSA / MATTEO BAZZI

Martina Colombari è sicuramente una donna che sa cogliere quelle esigenze che ti fanno guardale vita da un nuovo punto di vista. Per questo la nostra conversazione si sofferma sul suo ormai decennale impegno sociale con la Fondazione Rava.

Com’è iniziato il tuo impegno nel sociale?

Dopo anni di vita meravigliosa e soddisfazioni professionali e un rapporto d’amore con un uomo bello come il sole ti rendi conto che, perché tutto abbia ancora più senso, serve qualcos’altro, un impegno che ti metta in contatto con la parte più profonda di te stessa. Desidero lasciare un mondo migliore a mio figlio e quindi ho deciso di impegnarmi affinché questo accada.Tutto è nato dieci anni fa con la mia prima visita ad Haiti…

Co’è accaduto?

La tua scala dei valori si modifica: capisci che rimarrà in eterno “solo” quella parte di noi che abbiamo dedicato agli altri. Haiti mi dà tanto e una persona non può “testimoniare” se non vive da volontario.

Hai un ricordo di quella prima volta ad Haiti?

Fui invitata dieci anni fa alla Scala di Milano per un evento di raccolta fondi della Fondazione Rava e lì conobbi una realtà straordinaria. Immediatamente mi misi a disposizione per fare la prima missione e partii per Haiti un mese dopo.

Quale fu la tua prima impressione?

Haiti è il secondo posto più povero al mondo. In quell’isola meravigliosa sembra ci sia un accanimento del destino: piaghe, corruzione, alluvioni e calamità naturali. Io poi arrivai di giovedì, il giorno in cui svuotano gli obitori e ci si prende cura dei corpi per essere messi in fosse comuni. Quell’esperienza ha segnato per sempre la mia vita.

Ora sei parte di loro…

Sì, a tal punto che hanno chiamato un Ospedale “Clinica Martina”, un gesto che mi ha riempito di gioia.

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Martina Colombari © ANSA

Sei stata ambasciatrice di Expo Milano: qual è stata la tua esperienza?

Straordinaria, di cui ringrazio il sindaco Giuseppe Sala. Expo Milano è stata un’iniziativa di grandissimo valore, dove il tema del “nutrire il pianeta ed energia per la vita“ conteneva profondamente i miei ideali anche legati alla alimentazione.

Già, l’alimentazione: un altro tuo impegno.

Ho il dovere di fare tutto ciò che è possibile per stare bene, anche per un senso di responsabilità nei confronti di chi amo, mio marito e mio figlio. Poco tempo fa sono stata a Villa Miralago a Varese, una struttura dove vengono curate l’anoressia e la bulimia. Ho parlato con tante ragazze malate di anoressia, che mi hanno regalato senza alcun filtro la loro esperienza.

Martina, un episodio Off della tua vita?

Non esiste un episodio in particolare, ma un comune denominatore che mi porta sempre a “coincidenze” fondamentali per i cambiamenti.

Il tuo sogno per il futuro?

Creare una start up legata al sociale costruendo una vera e propria community per sensibilizzare la cultura dell’impegno per il prossimo.

3 Commenti

  1. non mi sembra giusto criticare sempre, La colombari non sara una santa pero ha manifestato un impegno sociale che va apprezzato. Fausto

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