Farm Cultural Park, il primo parco turistico culturale made in Sicily

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Favara, Farm Cultural Park, Andrea Bartoli, Florinda Saieva, Valle dei Templi

Favara, Farm Cultural Park, Andrea Bartoli, Florinda Saieva, Valle dei TempliChi decidesse di andare a visitare la piccola cittadina di Favara dovrebbe percorrere una strada che è quasi un camino di Santiago, un percorso emozionale che coinvolge i cinque sensi. Questo piccolo centro dell’agrigentino, a pochi chilometri dalla Valle dei Templi, era conosciuto soltanto per la mafia e l’abusivismo dilagante. Fino al 2010, quando il notaio Andrea Bartoli, insieme alla moglie Florinda Saieva, ha deciso di metter radici proprio qui: «Siamo appassionati d’arte contemporanea e architettura e per questo abbiamo trascorso molto del nostro tempo a Parigi. Siamo tutti e due siciliani e, proprio per mantenere il legame con la nostra terra, abbiamo deciso di crescere le nostre figlie in Sicilia, promettendoci di fare tutto quello che era nelle nostre possibilità per migliorare il nostro contesto, creando un luogo stimolante per la loro educazione e allo stesso tempo dando un contributo allo sviluppo della Comunità nella quale abbiamo deciso di vivere». “La cultura crea sviluppo”, parola del notaio ‘pazzo’, come viene chiamato da queste parti Andrea, ma in molti sono ben felici che la pazzia abbia il volto di chi ha fondato il centro culturale indipendente Farm Cultural Parkil primo parco turistico culturale made in Sicily. In otto anni sono stati investiti più di 20 milioni di euro con un flusso di visitatori che sfiora i 120 mila l’anno. Andrea e Florinda hanno avuto il coraggio di ridare vita alle strutture devastate dall’incuria e dall’abbandono con visioni e architetture moderne,  mantenendo la sicilianità di ogni singolo angolo. Da questa follia produttiva è nata una scuola di architettura per i più piccoli, spazi espositivi e residenze per artisti. «Siamo stati inseriti in Lonely Planet e The Guardian ci ha definiti Il Paese delle Meraviglie; è importante per noi che Favara oggi sia diventata un punto di ritrovo, un luogo dove accade qualcosa, con una significativa inversione di tendenza!».

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