Da 2000 anni con il teatrino della politica

0
13
Edoardo Sylos Labini, Massimo Fini, Nerone, fake news

Edoardo Sylos Labini, Massimo Fini, Nerone, fake newsVeti e controveti rigorosamente a favore di telecamera, dichiarazioni shock e post provocatori, tweet e retweet, dirette Facebook  e battute radiofoniche ad effetto, talk show con molto show.

È la politica bellezza e la politica è sempre stata uno show. Cambiano i mezzi (o meglio, se ne aggiungono di nuovi), ma non la sostanza. La forma nella comunicazione politica è sostanza: vale a dire,  “il mezzo è il messaggio”, come sosteneva Marshall Mc Luhan. Il quale, già nel 1967, aveva compreso le enormi potenzialità delle comunicazioni di massa e gli effetti pervasivi sull’immaginario collettivo, indipendentemente dai contenuti dell’informazione.

Lo avrebbe ripetuto vent’anni dopo anche Alberto Statera nel saggio Politica spettacolo: politici e mass media nell’era dell’immagine del 1986, in epoca pre berlusconiana, pre salviniana e pre internettiana (e pre algoritmo grillino).

Del resto, “teatrino della politica” è una definizione chiave del lessico della Prima Repubblica, tornata in vita nella Seconda per perpetuarsi all’avvio della Terza, dove apparenza e realtà si mescolano nella costruzione di possibili scenari politici e alleanze post voto. Cambiano registi, sceneggiatori, attori e comparse e cambiano le pièces portate in scena: a volte cabaret, a volte pantomima, ma sempre più spesso, più che commedia, teatro tragico. 

Busto di Nerone (Musei capitolini, Roma). [CC BY-SA 3.0 (creativecommons.org)], Wikimedia Commons

Un segno della modernità? Caratteristiche delle politica liquida e social? Non proprio, se pensiamo che il primo vero grande politico showman fu addirittura  Nerone, imperatore artista, cantante, poeta, attore, scrittore. Come sostiene Edoardo Sylos Labini, attore, regista e animatore del movimento culturale #CulturaIdentità,  che nel 2015 ha portato in scena al teatro Manzoni di Milano lo spettacolo Nerone. Duemila anni di calunnie, tratto da un saggio di Massimo Fini: il grande imperatore colpito da damnatio memoriae, vittima di una delle più grandi fake news della storia, non solo inaugurò quella che oggi chiameremmo la politica-spettacolo, ma addirittura fece recitare in teatro i senatori. Corsi e ricorsi storici.