Pino Daniele: una mostra a Napoli omaggia il grandissimo musicista

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Concerto Umbria Jazz Pino Daniele Arena Santa Giuliana

Un’identità che si rafforza attraverso la memoria di grandi cantautori come Pino Daniele. Questo il messaggio alla base della quarta edizione di Una cartolina per Pino, rassegna di arte collettiva, a cura dell’architetto Daniela Wollmann,  esposta presso la Biblioteca Benedetto Croce di Napoli e dedicata al noto artista napoletano scomparso nel gennaio del 2015.

I lavori presenti nella mostra, realizzati con grande originalità in termini di tecniche e supporti dagli artisti appartenenti all’Associazione Creativi Attivi, come già accaduto nei tre anni precedenti, sono liberamente ispirati ai pezzi contenuti in uno dei tanti album prodotti da Pino Daniele nella sua brillante carriera; la scelta per l’edizione 2018 è ricaduta su quello del 1979 recante, come una sorta di biglietto da visita nel titolo,  proprio il suo nome e cognome.

Tra i brani della raccolta il più noto è sicuramente Je so pazzo per un carattere di novità, sia sul piano stilistico che contenutistico, che gli artisti Creativi Attivi hanno voluto far emergere nelle loro creazioni: da un ritratto del cantautore “incastrato” nel pentagramma dello spartito, disegnato a penna aerografa su tela da Raffaele Sangiuliano, all’immagine “tagliata” in preda alla follia di Cica Hay che si specchia nella pupilla del suo occhio destro. Il ricamo a punto croce di Diana Ronca, invece, rappresenta  un episodio biografico sconosciuto forse anche ai più appassionati. Il bambino rannicchiato a terra, protagonista della sua opera,  è il piccolo capriccioso Pino, messo spesso in punizione dalle zie in una tetra stanzetta del loro appartamento nella quale riecheggiava la voce di un illustre abitante del passato: il pescivendolo Masaniello, protagonista della celebre rivoluzione del 1647 nel quale il cantautore si sarebbe identificato anni dopo nelle parole di Je so pazzo.  Se in Uè man Agostino Saviano accosta in maniera singolare il Pino “capellone” della giovinezza ed il Pino, più sobrio, della maturità, Claudio Napolitano esprime il fortissimo legame fra il cantautore e la sua terra attraverso una sua megalografia stampata su una cartina di Napoli presa da Google Map. Chitarre e mandolini, fluttuanti nel cielo al di sopra del Vesuvio ed intorno ad un’anziana sirena Partenope, sono il leit motiv di Viento, tela di Ida La Rana, mentre il collage di “parole e note” di Doriana Napoli è una vera e propria sintesi fra la tradizione musicale napoletana e la costante tensione verso il nuovo, attuata da Daniele in tutta la sua carriera.

A conclusione dell’esposizione venerdì 6 aprile si terrà la premiazione della più bella “cartolina” votata dai visitatori.