In scena “La famiglia Addams” fra musical e romanzo di formazione

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Luca Vantusso La Famiglia Addams
Luca Vantusso La Famiglia Addams

Chi non ha sentito nominare La Famiglia Addams alzi la mano. Tutti, anche i più giovani, conoscono il motivetto con annesso sciocco di dita, ma forse ne sanno ben poco di questi personaggi così caratterizzati, dietro cui si nasconde un mondo. Claudio Insegno, complice l’ottimo cast artistico e tecnico, è riuscito a farlo emergere con una mano registica che vuole far intrattenimento, senza trascurare i dettagli e la profondità che può celarsi dietro un musical.

Quest’anno lo abbiamo visto cimentarsi in nuove produzioni (targate Lorenzo Vitali del Teatro Nuovo), da Spamalot a Hairspray, senza contare la ripresa di Jersey Boys, e con La Famiglia Addams ha dimostrato ancora una volta di saper orchestrare ogni elemento, anche quando il testo di partenza – com’è in questo caso – mostra delle debolezze.

La seconda parte del libretto scritto da Marshall Brickman e Rick Elice, infatti, presenta meno azione, il che comportava un rischio di calo di ritmo, ma tutto lo staff di questa messa in scena è riuscito a tenere alta l’attenzione.

Tutto parte con uno dei simboli cult de La Famiglia Addams, la mano, che sbuca dal sipario per indicare che stanno per aprirsi le danze. Di lì a poco, a suon di note, passi di danza e con l’ironia che contraddistingue i membri di questo nucleo famigliare, ognuno di loro fa la propria entrata. Il regista, forte delle caratteristiche di ogni artista, ha puntato sulla demenzialità – che, attenzione, non è sinonimo di superficialità – dando vita a una commedia musicale in cui una battuta tira l’altra, ma con cognizione di causa.

Al centro c’è l’inaspettato innamoramento della figlia Mercoledì (Lucia Blanco), che manda in tilt la ragazza e tutte le dinamiche relazionali, visto che l’amato proviene da una famiglia “tradizionale”. A Cirilli è toccato il compito del capofamiglia e ci teniamo a evidenziare come l’artista si sia posto completamente a servizio della parte (a volte la televisione crea un immaginario facendo dimenticare allo spettatore da dove quell’interprete provenga, nel caso specifico Cirilli si è formato alla scuola di Proietti).

Luca Vantusso La Famiglia Addams

Col dipanarsi della rappresentazione, si assiste a un romanzo di formazione (non solo di Mercoledì, ma di ogni componente) in cui sorrisi e risate sono assicurati, lanciando messaggi (non moralistici) a ciascun spettatore. Il tutto accade in una fatiscente villa vittoriana – cifra di quest’opera e della famiglia – dove accadono fatti sinistri; saranno proprio questi giochi e “coincidenze” a far riflettere su se stessi e sulle persone che si ha accanto (compreso il dar per scontati l’uomo o la donna che si è deciso di sposare). Interessante anche la declinazione della morte attraverso una messa in scena più corposa e funzionale degli antenati.

Teniamo a citare tutto il cast: Giovanna D’Angi (l’apparentemente frivola Alice Beineke, madre dello spasimante), Jacqueline Maria Ferry (che dona charme alla sua Morticia), Luigi Fiorenti (Lucas Beineke), Filippo Musenga (un notevole Lurch), Umberto Noto (uno zio Fester romantico e trasognante), Annamaria Schiattarella (la simpatica nonna), Alfredo Simeone (il geloso fratello Pugsley Addams) e Andrea Spina (un Malcom Beineke che rivelerà sorprese); Simone De Rose, Greta Disabato, Federica Laganà, Maria Carlotta Noè, Daniele Romano ed Eus Santucci. Direzione musicale di Angelo Racz, coreografie di Valeriano Longoni, scene curate da Max Merenda e costumi di Guido Fiorato.

Dopo il debutto al Teatro Nuovo di Milano (9 – 25 marzo 2018), La Famiglia Addams sarà in tournée nella prossima stagione da gennaio 2019.

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