“Gli dèi partono”: quei Futuristi che sbalordirono Gramsci e Trotsky

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Molti sono gli aggettivi che si possono utilizzare per descrivere Gabriele Morleo, artista concettuale, produttore e regista: eclettico, anticonformista e sicuramente “visionario”, dove con questo termine si intende: portatore di una visione. Capacità tecniche e creative, ma anche consapevolezza storica e di indagine sociopolitica. Morleo, classe 1981, di formazione gramsciana e bretchana, attraverso le sue opere e le sue installazioni veste i panni dell’intellettuale disposto a rilevare e a far rilevare l’impostura del pensiero unico dominante.

Proprio ad Antonio Gramsci l’artista ha dedicato, con la sua casa di produzione cinematografica indipendente “Koyaanisqatsy”, diverse docufiction, soffermandosi su aspetti anche poco noti di uno dei più importanti filosofi del XX secolo. Nella sua opera Gli dei partono/documentazione di un lavoro, Morleo ha minuziosamente documentato il lavoro che Colin Darke ha realizzato per Carico Massimo, spazio indipendente che insieme ad altri artisti e curatori gestisce a Livorno, sua città d’adozione. Colin ha inciso su 556 mele una lettera sul Futurismo scritta da Gramsci e indirizzata a Trotsky, il quale era rimasto molto colpito da una tournée compiuta dai futuristi in Unione Sovietica. Del resto anche Morleo, come i rappresentanti delle avanguardie storiche, ritiene che occorra eliminare il diaframma che separa l’arte dalla vita.

Esperienza artistica intesa come un progetto di trasformazione in tutti i campi, dalla cultura alla politica, da realizzare non all’interno di un’élite, ma nell’intera società, inventando una nuova dimensione dei linguaggi artistici.

Essere un artista e un intellettuale oggi è esattamente ciò che significava esserlo 100, 500 ma anche 1000 anni fa, cioè un cronista fedele e un interprete del proprio tempo, che utilizza la bellezza per provare a disvelare delle verità .

1 commento

  1. complimenti all’artista per la sua visione dell’arte e della vita: che sarebbe la vita senza l’arte di viverla? Complimenti anche a Laura per la sensibilità con cui ha svelato ai lettori l’anima di Morleo.

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