Lady Be reinventa il mosaico e lo rende pop

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Nelson Mandela, 2017, oggetti e resina su tavola, cm 40×40

La giovane artista Lady Be torna nella sua Pavia, dopo esperienze espositive in diverse città internazionali; la personale allestita presso i Musei Civici del Castello Visconteo, visitabile fino al 20 maggio, si intitola I volti che hanno cambiato la storia (curatore Francesco Saverio Russo) e ha la sua peculiarità, oltre che nella cifra stilistica di Lady Be, nell’accostamento tra due prospettive artistiche apparentemente distanti dal punto di vista concettuale e cronologico. I mosaici pavimentali dell’epoca romanica appena restaurati, presenti presso i Musei Civici, e il mosaico contemporaneo, tecnica inventata dalla stessa artista pavese, vanno a creare una sorta di legame storico nella pur discontinuità temporale; la relazione sta quindi nel medesimo gesto artistico, comune a tutte e due le espressioni, che richiede un lungo lavoro di composizione e una grande pazienza e precisione nella ricerca del dettaglio, tassello dopo tassello.

Lady Be, al secolo Letizia Lanzarotti, reinventa la tecnica del mosaico contemporaneo partendo dal recupero di piccoli utensili di uso quotidiano ormai scartati che, senza alterarne la forma e il colore, dispone andando a formare i soggetti delle sue opere. Bottoni, macchinine, pezzi di bambole, involucri, tappi sono i classici oggettini utilizzati dall’artista in chiave pop per comporre le sue composizioni. La mostra nel particolare vede nelle 50 opere esposte la presentazione di volti famosi che hanno in qualche modo, nel bene o nel male, cambiato la storia. I volti dei soggetti sono interamente composti con la tecnica del mosaico contemporaneo e spaziano dalla figura di Leonardo fino a Papa Francesco, partendo dalla nascita di Cristo e passando per Andy Warhol.

Andy Warhol, 2017, oggetti e resina su porta lignea, cm 220×90

Il recupero di materiali di scarto a cui viene data una nuova vita, è certamente nell’ambito artistico una di quelle intuizioni che non perdono smalto nel corso del tempo. Caratteristica di questa scelta (la seconda vita di una materia) è la sua adattabilità nel corso del tempo e la relativa capacità comunicativa che riesce ad imporsi in ogni epoca in cui viene presentata. L’interpretazione di Lady Be, in chiave pop, fornisce ai volti di persone in carne ed ossa una caratteristica iconografica, elevandoli attraverso la rappresentazione nelle loro pose più note e commerciali, a vere e propri status symbol del loro tempo, privandoli quindi della caratteristica umana. L’utilizzo del colore è un’altra caratteristica interessante dei lavori dell’artista, la quale attraverso il contrasto cromatico rafforza l’impatto visivo della mera immagine sull’osservatore.

La relazione e il contrasto instaurato tra le due categorie di opere, mosaico romano e contemporaneo, fornisce quindi un assaggio della complessità di una storia dell’arte che in qualche modo si ripete e ritorna ciclicamente, in forme diverse e sotto mentite spoglie.