Maurizio Cazzati, il Maestro del belcanto italiano

0
87
Evaristo Baschenis, Natura morta con strumenti musicali, 1650, olio su tela, 147x 98 cm
Evaristo Baschenis, Natura morta con strumenti musicali, 1650, olio su tela, 147x 98 cm

Sono passati 340 anni esatti dalla morte di Maurizio Cazzati, autore dai grandi fasti in vita, ma che ad oggi risulta pressoché sconosciuto. Nato nel 1616, fu attivo a Mantova, Ferrara e Bergamo, dove ricoprì il prestigioso incarico di maestro di cappella in Santa Maria Maggiore. Nel 1657 venne chiamato come maestro di cappella a Bologna, in San Petronio: qui, oltre ad accrescere il prestigio e la qualità strumentale della cappella bolognese, fu vittima di invidie e gelosie da parte di alcuni colleghi (Arresti e Perti gli rimproverarono errori di contrappunto, ma Cazzati non se ne curò: si trattò di «poca simpatia verso di me», e liquidò la faccenda). Nel 1671 lasciò Bologna per tornare a Mantova come direttore della musica di cappella e di camera della duchessa Anna Isabella.

Dopo oltre tre secoli dalla morte (avvenuta nel 1678) esce un doppio cd monografico che schiude le porte all’arte del Cazzati. In Amor profano, amor sacro (Brilliant classics), infatti, si (ri)trova la bifronte produzione del compositore emiliano: i solisti Alessio Tosi (tenore) e Marta Redaelli (mezzosoprano), accompagnati dall’ensemble “Eridanus” diretto da Paolo Giorgi, interpretano le arie profane (cantate, canzonette, correnti, balletti, barzellette, ciaccone: scritte per voce tenorile, operazione insolita per il periodo) e il repertorio vocale sacro (principalmente antifone mariane). Dalla musica di questo doppio cd emerge cristallina l’innovativa tecnica compositiva di Cazzati in cui le voci dialogano e interagiscono con gli strumenti dando vita ad uno stile concertato di tipica ispirazione belcantistica italiana.