La “natura morta” non è mai stata così viva

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Casagrande&Recalcati, Ipervanitas V, 2013, olio su tela, cm 100×100

Fino al 27 aprile 2018 la…Natura Viva è in mostra da Federico Rui Arte Contemporanea, con opere di Fabio La Fauci, David De Biasio, Elisa Rossi e Casagrande & Recalcati.

Grande protagonista la natura morta, in inglese still life, in conflitto con il termine italiano: non natura, ma vita (immobile)! Parlare oggi di natura morta cosa implica? Probabilmente il rischio di cadere in contraddizione: la natura è per definizione viva, a meno che non la si snaturi prelevandola dal suo habitat. La sfida degli artista in mostra sta nel far apparire degli oggetti strappati alla loro origine, morti o morenti, come assolutamente vivi: dobbiamo quindi parlare, paradossalmente, di natura viva. In mostra non si trovano le canoniche rappresentazioni di questo filone pittorico, ma piuttosto si indagano tutte quelle forme che in qualche modo possono essere intese come natura, o lo sono diventate.

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Fabio La Fauci, Figure 19, 2017, olio su tela, cm 60×50

Fabio La Fauci con le sue opere va ad indagare la natura tramite figure ambigue e surreali. Un brandello di carne, un animale ferito o squartato, La Fauci attraverso un importante uso del colore rosso e bianco, riesce quasi a far uscire dalla tela il soggetto rappresentato giocando sull’estrema vitalità dello stesso. Della carne atta a decomporsi col tempo,  in questo caso è resa dal paradosso artistico più vive che mai.

David De Biasio, Contaminazioni, 2015, olio su lino, cm 30×30 

Proseguendo nell’esposizione si incontrano le composizioni di David De Biasio che giocano su curiosi accostamenti di oggetti, alcuni persino dalla dubbia riconoscibilità. Un pezzo di favo staccato dall’alveare, dei fiori che sembrano vetro e del legno che appare come pietra. De Biasio rende le sue composizioni di soggetti moribondi più vivi che mai attraverso l’ambiguità e un accostamento cromatico interessante, atto ad esaltare nei piccoli quadri la vitalità dei singoli oggetti pur facendo parte di un unico soggetto che è la composizione.

Casagrande & Recalcati, nel dipingere bouquet di fiori (quindi recisi), giocano tramite il colore e il dettaglio su un iperrealismo fornito dall’impatto estetico con la vista del colore e del particolare così magistralmente esaltato.

Elisa Rossi, Corredo, 2017, olio su tela, cm25x35

Elisa Rossi invece, pone l’accento nelle sue trame su oggetti più che mai non convenzionali in fatto di natura. Il dettaglio di alcuni merletti, l’iperrealismo delle figure, fanno apparire qualcosa di assolutamente inanimato, immobile, silenzioso come sinuoso e quasi in movimento.

La percezione del movimento in qualcosa di inanimato, la prospettiva della vita in qualcosa di morto, il sentir bisbigliare un’ opera pur nell’assoluto silenzio dei suoi soggetti, sono leitmotiv di una mostra atta a riscoprire uno dei maggiori filoni della storia della pittura. Ed ecco la grandezza dell’arte contemporanea: conoscere la propria storia, riconoscerne i limiti e cercare di superarli. Ecco perché è possibile che in questo contesto, qualcosa di morto, torni a vivere.

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