Istruzioni per abitare il mondo: due generazioni a confronto

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CIAC Centro Italiano Arte Contemporanea, Foligno, ilGiornaleOFF
UGO LA PIETRA ISTRUZIONI PER ABITARE LA CITTA’ Opere e ricerche nell’ambiente urbano dal 1969 al 2017, “Monumento a Foligno: la prima edizione della Divina Commedia”, progetto per installazione (rendering), particolare dell’opera 70x100 cm, 2018
CIAC Centro Italiano Arte Contemporanea, Foligno, ilGiornaleOFF
UGO LA PIETRA
ISTRUZIONI PER ABITARE LA CITTA’
Opere e ricerche nell’ambiente urbano dal 1969 al 2017, “Monumento a Foligno: la prima edizione della Divina Commedia”, progetto per installazione
(rendering), particolare dell’opera 70×100 cm, 2018

In qualche modo è possibile fare combaciare due visioni del mondo non uguali, ma che di certo si trovano collegate da diversi fili conduttori. Sembra svelarci questo la mostra iniziata il 24 marzo al CIAC Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno e che sarà visitabile fino al 30 settembre, in cui sarà possibile assaporare due poetiche allo stesso tempo simili e divergenti, quali sono quelle di Ugo La Pietra – con Istruzioni per abitare la città – e Giuseppe Stampone, con Perché il cielo è di tutti e la terra no? Entrambe le esposizioni sono curate da Italo Tomassoni, Giacinto Di Pietrantonio e Giancarlo Partenzi, capaci di creare una suggestiva sinergia tra i due artisti.

Il piano superiore è dedicato a Ugo La Pietra, grande architetto, designer, cineasta, musicista, da sempre instancabile sperimentatore, del quale si assiste a un lungo e preciso percorso, che inizia con la produzione degli ’70, arrivando fino alla sala nella quale vengono presentati i suoi film. Sono circa cento le opere presentate, in cui l’autore evoca la sua attenzione verso i “luoghi”, distinguendo tra quelli che sono i luoghi oggettivi (quelli che ci circondano), da quelli che invece facciamo propri, dopo averli rielaborati nel nostro intimo. Si tratta di un modo per rendere artistico anche ciò che nella realtà non lo è, in un processo che lo stesso La Pietra nomina “riconversione progettuale”, dove oggetti di arredo urbano divengono veri e propri arredi domestici dal raffinato design – l’opera in cui questo emerge con maggiore chiarezza è la Casa Aperta, una grande installazione dove elementi come birilli e cartelli segnaletici compongono un armonioso allestimento.

CIAC Centro Italiano Arte Contemporanea, Foligno, ilGiornaleOFF
GIUSEPPE STAMPONE, PERCHE’ IL CIELO E’ DI TUTTI E LA TERRA NO?, Dittatura, 2012
Penna Bic su carta
20 elementi, 48×42 cm ciascuno
Courtesy: Prometeogallery e l’artista
Collezione Calabresi Roma – Cortona

Scendendo al secondo piano, è invece possibile visitare la mostra di Giuseppe Stampone (classe 1974, di un’altra generazione rispetto a Ugo La Pietra), focalizzata sulla riappropriazione del nostro tempo interiore, in una società che non sempre ce lo permette, tramutando i valori umani in meri simboli, attraverso l’imposizione di falsi miti. Per farlo, l’artista rielabora in chiave contemporanea quadri storici, toccando anche da vicino quello che è il fenomeno dei flussi migratori, tanto è vero che il lavoro più facilmente rintracciabile è l’installazione P-W Peace and War. Esso è lungo tredici metri e attraverso centoquattordici bandiere (tra cui anche quella nazista) ci ricorda i Paesi dei premi Nobel, denunciando così che anche alla base del conferimento del più importante premio internazionale risultano più importanti il potere e l’influenza di uno Stato, piuttosto che il rispetto dei valori fondamentali. Per terra notiamo un grande tir nero, con scritte che ricordano quelle pubblicitarie, che rimanda ancora più da vicino alla tematica dell’immigrazione, molto cara a Stampone.

Entrambi gli artisti vogliono così convertire il mondo attraverso la propria visione intima, quel mondo che a volte non si presenta armonioso e giusto come invece vorremmo che fosse.

UGO LA PIETRA
ISTRUZIONI PER ABITARE LA CITTA’
Opere e ricerche nell’ambiente urbano dal 1969 al 2017

GIUSEPPE STAMPONE, PERCHE’ IL CIELO E’ DI TUTTI E LA TERRA NO?

CIAC Centro Italiano Arte Contemporanea, Foligno
dal 24 marzo al 30 settembre 2018