Carlo Conti: “La tv italiana è come un grande ristorante”

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Da quando è nato il figlio Matteo (che oggi ha 4 anni), il lavoro è passato un po’ in secondo piano per Carlo Conti: «Non c’è cosa più bella e più importante della famiglia». Ma i mesi primaverili saranno per lui molto impegnativi:  a partire dal 21 marzo, data in cui è stato il  gran cerimoniere della serata dei David di Donatello, i prestigiosi premi cinematografici.

Un episodio off nella tua carriera?

Nella mia carriera fortunatamente non ricordo episodi off ma tanti episodi buffi..come l’incidente (da copione condito da improvvisazione ) accaduto sul set di Don Matteo con Nino Frassica (sono inciampato e caduto sul palcoscenico).

La colonna sonora della tua vita?

Due album dei Pink Floyd: The Dark side of the moon (1973) e Wish you Were Here (1975).

Sei stato cresciuto da tua mamma che ricordi sempre con tanta emozione.

È stata una donna molto forte e coraggiosa che mi ha fatto anche da padre, visto che il mio è deceduto quando avevo 18 mesi. Era una gran lavoratrice e ricordo ancora i suoi sacrifici; per non farmi mancare nulla lavorava moltissimo: donna di servizio, infermiera e nel periodo natalizio anche commessa in un negozio.

Sul profilo di Whatsapp hai messo la foto del ponte Vecchio di Firenze. Torni spesso nella tua città natale?

Ho un forte legame con Firenze e ci torno tutti i weekend. Ora abitiamo a Roma, ma quando Matteo compirà 6 anni ci trasferiremo lì: deve crescere a Firenze perché è la sua città ed è ancora vivibile. 

Tiferà anche lui per la Fiorentina?

Sicuramente, pensa che uno dei primi regalini che gli ho fatto è stato un completino della nostra squadra del cuore.

Tornando alla tv con quale criterio scegli di condurre un programma?

Sono sempre autore e capo progetto delle trasmissioni che conduco. Ci sono programmi che mi vengono proposti. Alcuni li ho creati o adattati col mio gruppo di lavoro, altri sono  delle opportunità. Ad esempio a  LEredità che va in onda da dieci anni (attualmente è condotta da Fabrizio Frizzi, n.d.r.) effettuiamo ogni anno dei restyling. Della formula del debutto è rimasto ben poco. I Migliori Anni invece è un format tutto italiano creato dal mio gruppo di lavoro e che, con orgoglio, poi ho visto in giro per il mondo. Ieri e Oggi, la trasmissione che ho condotto recentemente su Raitre è stata anche un modo per raccontare e fare rivivere alcuni personaggi il loro passato, ma anche per fare comprendere alle nuove generazioni che la carriera si costruisce col tempo, con la gavetta. Era da tempo che volevo riproporla, l’ho detto al direttore di Rai Tre che ha accettato con entusiasmo. Tale e Quale è un format spagnolo che abbiamo adattato all’Italia.

Sei ironico, elegante, rispettoso: tra i presentatori del passato c’è qualcuno al quale ti ispiri?

Tutti quelli della mia generazione sono cresciuti con la tv in bianco e nero, nel nostro dna abbiamo personalizzato gli stili dei conduttori che hanno fatto la storia della televisione e dai quali c’è soltanto da imparare. È inevitabile che quando faccio il varietà venga fuori Pippo Baudo, quando faccio il quiz Mike Bongiorno e quando faccio da spalla ai comici Renzo Arbore.

La televisione di oggi è molto cambiata rispetto a quella di ieri. In passato il telespettatore aveva un atteggiamento più passivo, poteva solo guardare comodamente seduto da casa. Oggi grazie anche ai social può esprimere la sua opinione su personaggi e contenuti.

Puoi commentare, esaltare o criticare in tempo reale sui social, ma la vera caratteristica della tv odierna è l’offerta ricca e articolata.  È cambiato proprio il modo di fare e di vedere la televisione. Siamo passati da un palinsesto che seguivamo passivamente ad uno su misura, tailor-made che ci facciamo dove, come e quando vogliamo, ad esempio con la tv on demand.

La tv è ancora un po’ lo specchio di un Paese oppure no?

In parte è lo specchio del Paese perché lo racconta. La tv è una sorta di grande ristorante dove, attraverso l’uso del telecomando, si può assaggiare di tutto. C’è qualcosa per i palati più sopraffini e qualcosa per chi ha esigenze minori. La scelta è davvero varia e variegata. C’è la pizza e il piatto più ricercato. Una mia raccomandazione è quella di tutelare sempre i minori. La tv non ha filtri!