Matth Vi, “Cambiare” è non accontentarsi mai

0
83
Matth Vi ilGiornaleOFF

Matth Vi iE’ un invito a non accontentarsi, a reagire a ciò che non è come vorremmo, il nuovo singolo di Matth Vi, al secolo Matteo Luongo. Cambiare il titolo del brano, in bilico tra il pop e il rock e che parla di chi, ad un certo punto della propria vita, non sopporta più la realtà che lo circonda. Una sensazione che dà la forza di imparare a spiccare il volo per rilanciarsi.

«L’ho scritto nell’estate 2017 con un’idea ben precisa: quella di ritagliarsi uno spazio personale, di imprimere una impronta forte con su scritto “Anche io ci sono e sono più vivo che mai”» dichiara il cantautore.  «Non mi manca il fiato e la voglia di sorridere alla vita» canta Matth Vi, che, nonostante l’uso della terza persona, ammette di aver scritto pensando a se stesso: «Come ogni mia composizione, anche questa si rifà alle esperienze che vivo, raccontate da un punto di vista esterno ed in maniera il più possibile oggettiva».

Convinto che l’originalità sia la chiave per distinguersi nel vasto panorama musicale contemporaneo, Matteo ha scoperto la musica a sette anni, quando gli hanno regalato la prima chitarra elettrica. «Da bambino non mi vedevo molto diverso da ciò che sono adesso, forse perché la parte sognatrice non mi ha mai abbandonato del tutto. Ho sempre avuto la chitarra in mano e probabilmente mi sarei visto musicista. La parte cantautorale è arrivata molto dopo, all’incirca a sedici anni».

Realtà, contenuta nell’Ep Il senso delle cose, la prima canzone scritta, che come le successive è nata in maniera del tutto naturale e spontanea. «L’ispirazione arriva da ogni cosa, da ogni situazione che si vive. Tutto si può raccontare e forse il vero segreto è proprio il modo in cui lo si racconta».

Matth Vi ilGiornaleOFF
Passato per le audizioni di X-Factor e vicino «come linea di pensiero», come lui dice, a Luciano Ligabue, Daniele Groff e Samuele Bersani», Matth Vi spiega che ogni tappa del suo percorso ha lasciato in lui qualcosa di veramente forte: «Sono i famosi gradini che un passo alla volta possono portarti in alto. Se dovessi però citare qualcosa che veramente mi è rimasta dentro, direi le lezioni che ha tenuto il maestro Franco Mussida durante la settimana di Area Sanremo 2009».

Difficoltà incontrate? «Quando si arriva al punto di far diventare la propria musica un mestiere, le difficoltà si moltiplicano, ma ogni caduta deve far riflettere ed insegnare qualcosa».

Infine, pensando al futuro commenta: «Quello che veramente vorrei è vivere della mia musica, continuare ad evolvere e ad espandere il mio bagaglio personale. Io credo che “il cantautore” abbia un inizio ed una fine. Mi auguro così di poter raccontare tutte le esperienze che vivrò attraverso la mia musica».

<