“L’Attesa”, spazio sonoro al riparo dal rumore del mondo

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Ornella Cerniglia ilGiornale OFF
Ornella Cerniglia - L'Attesa - new album - Almendra Music
Ornella Cerniglia ilGiornale OFF
Ornella Cerniglia – L’Attesa – new album – Almendra Music

«Ricordo ancora molto bene il momento in cui decisi davvero che avrei voluto fare la musicista. Era subito dopo aver conseguito il diploma di pianoforte al conservatorio. Suonai in una bellissima chiesa di Palermo un brano di Ravel e sentii che il pubblico respirava con me, che io lo stavo guidando verso un mondo misterioso e bellissimo».

Pianista e compositrice palermitana, Ornella Cerniglia ha esordito da solista con L’Attesa, ep digitale pubblicato dalla factory siciliana Almendra Music, che anticipa l’album full-lenght in preparazione.

«L’Attesa – spiega Ornella – è la ricerca di un “luogo” di autenticità, lontani dalle fake news e dal rumore di fondo delle informazioni che ci bombardano, la mia proposta di uno spazio di tempo tutto per noi, in cui fermarsi e stare in ascolto. In questo luogo, appunto, “si può attendere” che accada qualcosa, qualcosa di nuovo che ci sorprenda, qualcosa che proviene dalla nostra memoria o dagli altri diversi da noi, qualcosa che conoscevamo o non conoscevamo affatto. Uno spazio da dedicare a se stessi, in cui ascoltare e riascoltare, ascoltarsi e riascoltarsi».

Quattro i brani contenuti: Cu’ va e cu’ì veni e L’Attesa, che sono sue composizioni (la seconda vede la partecipazione di Giovanni Di Giandomenico al synth analogico), Sinister Resonance dell’americano Henry Cowell e Una Pastorale Etnea del catanese Francesco Pennisi. «Ho preso le mie prime lezioni di pianoforte a sette anni, un po’ per gioco: la mia vicina di casa aveva studiato musica e aveva in casa questo grande giocattolo magico» dice Ornella dei suoi inizi. Bach, Mozart, Beethoven, Chopin, Debussy sono stati i punti di riferimento della giovane compositrice, che da sempre si è aperta ad ogni genere, dalla musica popolare siciliana al rock, dalla musica d’avanguardia fino al pop: «Un musicista del nostro tempo deve avere non solo una grande conoscenza della tradizione del passato, ma anche la capacità e la competenza di ascoltare il mondo sonoro in cui vive ogni giorno».

Ornella Cerniglia ilGiornale OFF
Ornella Cerniglia – L’Attesa – new album – Almendra Music

«Un musicista – prosegue – si mette alla prova costantemente, ogni giorno davanti al proprio strumento, e poi ogni volta che condivide musica col pubblico, sia quello di due persone o uno stadio, è un processo continuo». Ma non sono soltanto queste le sfide da affrontare: «Quasi sempre ci si deve trovare anche un altro lavoro per vivere, poiché i meccanismi industriali del pop da classifica o da playlist di Spotify, che sono piramidali, sono gli stessi che oggi regolano il mercato anche di musiche tutt’altro che elitarie o piramidali, come la musica classica, il pop non prefabbricato, o le musiche di improvvisazione. Dunque cerchi di sfruttare al meglio le ore libere che ti restano per studiare, comporre, provare».

Mai pensato di mollare? «È fisiologico che questa situazione a volte faccia affiorare un certo sconforto, ti chiedi che ruolo hai come musicista in questa società, se sia davvero importante e abbia un senso quello che fai. La risposta è sempre un deciso “sì”, per senso di responsabilità e dignità nei confronti dei tuoi ascoltatori e di te stessa. Ma costa, a volte, molta fatica».