Quell’urlo estremo di dolore nelle “Lolite” di Francesco Sala

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Ragazzine pronte a vendere il proprio corpo per denaro, per acquistare abiti firmati, cellulari, accessori. Minorenni che vogliono giocare a fare le donne, che si lasciano toccare e amare solo per un’ora, da uomini più grandi sposati, drogati, infelici. Credendo di dare il proprio corpo solo “in prestito”, come se una doccia poi fosse capace di cancellare tutto.

Liberamente ispirato al caso delle baby squillo dei Parioli, caso di cronaca che nel 2014 scosse non poco l’opinione pubblica, lo spettacolo Lolite, per la regia di Francesco Sala (in collaborazione con Viola Pornaro) in scena al Teatro Belli di Roma fino al 25 marzo è  un affresco grottesco di una famiglia benestante di Roma Nord, una famiglia disfunzionale che nega a sua figlia il diritto all’adolescenza.

Azzurra è la più giovane delle due “ninfette”, più riservata, timida. La sua è una famiglia agiata: suo padre è un commercialista sempre fuori per lavoro. Supplisce alla sua assenza elargendo denaro alla stregua di un bancomat; sua madre è sempre impegnata a mantenere sodi i suoi glutei e comprare abiti firmati. Non si sono separati, benché il loro rapporto sia finito; si comportano come due coinquilini, si ignorano, si disprezzano. E lui è un cliente abituale delle prostitute. E’ in questo vuoto familiare così profondo che Azzurra viene iniziata alla prostituzione dall’amica Aurora, più aggressiva e provocante, di estrazione modesta. A lei importano solo i soldi. E poi c’è Mirko, un ragazzino anche lui, neonazi  che “organizza il giro”.

Personaggi che dapprima stimolano solo rabbia, per trasformarsi poi in tenerezza. Sono tutte vittime di famiglie disfunzionali, di genitori diversamente assenti, di un vuoto emotivo cui non sanno far fronte. La loro è una ribellione, un urlo estremo di dolore. Una redenzione c’è, ma solo nella tragedia.

Uno spettacolo duro come un pugno allo stomaco, importante per la riflessione cui obbliga sul contemporaneo, sulla sua complessità, sul difficile rapporto genitori-figli in cui è scomparso il dialogo e gli unici valori rimasti sono quelli imposti da un consumismo sfrenato.

Cinque attori in scena su di un palco vuoto. Straordinari: Giancarlo Fares, Gilberta Crispino, Chiara Scalise, Benedetta Nicoletti e Davide D’Innocenzo. Una produzione Fondamenta Teatri. Da vedere.

LOLITE
Scritto e diretto da Francesco Sala
con Giancarlo Fares, Gilberta Crispino, Chiara Scalise, Benedetta Nicoletti, Davide D’Innocenzo
collaborazione alla regia Viola Pornaro
assistente alla regia Maria Lomurno
produzione Fondamenta Teatro e Teatri