Bagheria negli occhi di Elisa Martorana

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«Sono nata a Palermo ma cresciuta a Bagheria, città dei miei genitori; la passione per la foto nasce grazie a mio padre fotoamatore che ogni sabato sera proiettava le sue foto per noi in famiglia. Il mio primo reportage lo ricordo ancora: la scuola aveva organizzato un concorso ed io avevo espresso il mio pensiero, la mia visione del territorio con ciò che mi era più congeniale: la fotografia. Non mi definisco un’artista, sono una creativa, figlia del mio tempo e della mia terra: Bagheria, nel bene e nel male è una città che incentiva a coltivare l’arte, anche se l’ho definita matrigna, perché mette al mondo i figli senza poi curarsi di loro».

Elisa Martorana è una fotografa siciliana nota per il suo impegno sociale Nel 2003 si diploma in Arte della Fotografia e della Grafica Pubblicitaria all’Istituto d’Arte e nell’agosto 2011 acquisisce il Patrocinio MiBACT per la mostra Quelli di Bagheria dopo Baarìa, omaggio a Giuseppe Tornatore; nell’Aprile 2011 nel corso della mostra Il Mare Color del Vino, ispirata all’omonimo libro di Leonardo Sciascia, riceve il Patrocino MiBACT per la Settimana della Cultura, nel 2013 viene invitata ad esporre all’Italian Cultural Foundation di New York.

Numerose le mostre fotografiche e i progetti presentati al pubblico in occasione di manifestazioni ufficiali patrocinate da enti e istituzioni e vanta diversi riconoscimenti, tra cui una nomination alla XXI edizione del Premio Sicilia e nel 2014 per Arte, sezione fotografia, riceve anche l’esclusiva Benemerenza Federico II.

Bagheria, la città di Guttuso, Tornatore, Pintacuda, Scianna, Musti, Buttitta, è un crogiolo di idee, tendenze, correnti, figure artistiche, quasi che in questa città ci sia una combinazione chimica segreta nell’aria che instilla in chi vive in questi luoghi una vena creativa.

«E’ vero, anche io ho cercato una spiegazione e l’ho trovata nella storia. Nel XVIII secolo tutto il territorio intorno a Bagheria, grazie al suo clima soleggiato ma non afoso, al terreno abbondante di acque per irrigare i campi, fu scelto come luogo di villeggiatura dalle famiglie aristocratiche siciliane, che per realizzare ville e residenze nobiliari richiamarono le migliori maestranze artigiane da tutta l’isola. Penso che questo sia il motivo per cui oggi nel sangue di tanti bagheresi scorra la passione per le arti figurative e l’artigianato».

Nella sua espressione artistica Elisa Martorana fa riferimento a due grandi geni dell’obiettivo: Ferdinando Scianna e Giuseppe Tornatore: «Sicuramente il mio lavoro Quelli di Bagheria dopo Baarìa, come riferisce anche il titolo stesso (Quelli di Bagheria, noto libro fotografico di Ferdinando Scianna e Baaria, il  film di Giuseppe Tornatore- n.d.r.), è  un omaggio ai due grandi artisti:  loro per me sono due immensi fari, due punti di riferimento importanti, anche se questa raccolta rappresenta una denuncia del territorio.

La cultura dovrebbe rappresentare uno strumento politico con il quale favorire sviluppo, invece dopo l’ondata mediatica del film di Tornatore non è stata intrapresa nessuna azione o attività che incentivasse un percorso culturale ed educativo proteso a valorizzare lo sviluppo sociale ed economico della città!».

Da poco trasferitasi a Milano ha recentemente ideato un progetto foto-culturale, Woman for Woman per SpazioPorpora, che rappresenta un mezzo di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne esaltando allo stesso tempo la figura femminile nell’ambito lavorativo e sociale.

Il progetto era già stato ospitato presso lo spazio culturale PROXIMA RES a Milano, diretto da Tindaro Granata: «Ho visto oltre le foto di Elisa Martorana, ho anche sentito linguaggi e sono rimasto immobile a pensare,  ho avuto la conferma che in un mondo senza donne l’uomo sarebbe soltanto “una cosa”. Woman for Woman è un momento di condivisione, un momento di riflessione, la ricerca della gioia per coloro cui il sorriso è stato spento ingiustamente».