Francesco Gasparini, l’operista virtuoso del 700 italiano

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È un piacevole omaggio a Francesco Gasparini – nonché una preziosa (ri)scoperta – il cd di fresca produzione The Gasparini Album (Glossa music).

Nativo di Camaiore (Lucca), anno 1668, Gasparini appartiene a quella cerchia di cosiddetti compositori “minori”, ma che minori, a sentire la bella silloge qui raccolta, non sono affatto. Studiò con Corelli e Pasquini e, nei primi anni del Settecento, collaborò con Vivaldi al veneziano Ospedale della Pietà. Formò compositori quali Benedetto Marcello e Domenico Scarlatti. Fu, in seguito, anche maestro di cappella in San Giovanni in Laterano a Roma, dove morì nel 1727.

La sua tecnica compositiva è, sicuramente, tra le più elevate del suo tempo: un sapiente uso del basso continuo (firmò anche un trattato fondamentale per l’approccio alla tecnica cembalistica) e una scrittura vocale limpida, non di rado virtuosistica, fresca, prettamente italiana.

Per avvicinarsi adeguatamente e con completezza al genio gaspariniano, questo cd contenente un’ampia selezione d’arie operistiche (scrisse una sessantina di opere), con l’aggiunta di un concerto per flauto, è via privilegiata. La perizia tecnica del soprano Roberta Invernizzi (un’agilità anche nei passaggi più impervi sicuramente da segnalare), accompagnata dall’ensemble Auser Musici diretto da Carlo Ipata, tratteggia un chiaro e amabile ritratto dell’operista toscano. Leggero e primaverile. Assolutamente consigliato.