Giorgio Adamo, una vita sul palco

0
543

«Mi spoglio delle sicurezze e, ancora una volta, mi rimetto in gioco partendo da zero, in un nuova veste». Dopo anni di concerti e tre album incisi con il gruppo rock Stamina, Giorgio Adamo ha incontrato il musical: «Volevo qualcosa di diverso per esprimermi. Andai alla mia prima audizione quasi per gioco; mi diedero il ruolo». Da quel momento ha calcato i palcoscenici del mondo interpretando Telemaco in Odissea The Musical, Pier delle Vigne ne La Divina Commedia, Romeo in Giulietta e Romeo Live 3D, il principe Siddharta nell’omonimo musical del 2013.

Senza abbandonare il teatro (sarà nel cast del Jesus Christ Superstar di Massimo Romeo Piparo nel ruolo di Simon Zelotes e cover Judas), l’artista salernitano ha di recente debuttato come cantautore: «Quella della scrittura è stata una strada parallela, che mi ha sempre accompagnato. Lo facevo in sordina e ora ho maturato l’idea di uscire dal guscio». La bomba è il singolo dell’esordio da solista, un brano che parla di come si è estranei a tutto ciò che appare così lontano finché non ci si sente sfiorati dalle cose. «Lo scrissi interamente in una notte di circa 4 anni fa, quando riscoppiò la guerra in Palestina. Lo tenni nel cassetto per un po’, poi nel novembre 2015, quando mancavano pochi giorni ad una mia esibizione a Les Folies Berger di Parigi, si verificò il triste episodio del Bataclan. La sensazione nello stomaco fu indescrivibile, perché le parole che avevo scritto tempo prima, mi riecheggiavano in modo assordante».

Concepito (come i genitori gli hanno confidato) sulle note di Wish you were here dei Pink Floyd, Giorgio grazie ai nastri del papà ha cominciato a strimpellare e a canticchiare i classici del rock settantiano: «Ho fatto scorpacciate in adolescenza di Deep Purple, Led Zeppelin, Pink Floyd e tanto altro. Li adoravo, spendevo i miei risparmi per i dischi».

Con le prime band sono arrivati anche i tour in furgoncino a zonzo per l’Europa: «Credo che i concerti fatti nel sottobosco rockettaro siano qualcosa di molto significativo per me. Mi hanno inspessito la pelle e mi hanno reso pronto ad affrontare qualsiasi difficoltà».

Il cantante fa riferimento ai «tanti momenti di confusione e di abbattimento, quando dopo ripide discese mi ritrovavo a sbattere contro muri apparentemente invalicabili. Ma questi attimi, sono sempre stati forti spinte dal basso per grandi rinascite».

Se pensa a se stesso da piccolo ricorda «un bambino che voleva salire sui treni. Mi sembravano così magici. Ne ho presi tanti e questo mi ha reso felice e sempre più curioso». Anche oggi ama viaggiare e con Siddartha dice di «aver lasciato un pezzo di cuore in Messico». Infine, aggiunge: «Penso spesso che vorrei dare una svolta trasferendomi in un posto esotico. Ma credo tanto che i palchi faranno parte della mia vita per ancora tanto tempo».