Quel viaggio sonoro fra drammaturgia e musica di Alberto La Neve

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E’ dedicato ad Otto Lidenbrock, il tenace ed erudito professore di mineralogia di Viaggio al centro della Terra di Jules Verne, Lidenbrock – Concert for sax and voice, l’ultimo progetto discografico del sassofonista e compositore Alberto La Neve.

Pubblicato dalla giovane etichetta Manitù Records, è un concept album diviso in quattro parti che riattraversa in musica, con punte di drammaturgia, il celebre romanzo. «Nasce da una mia profonda passione per questo autore e per la voglia di esprimere, tramite la musica, il mio mondo. L’ispirazione è stata la voglia di intraprendere un viaggio sonoro che ripercorresse il libro nelle sue fasi salienti e che, metaforicamente, rappresentasse anche un viaggio dentro me stesso» racconta il musicista di Cosenza. «Questa composizione – aggiunge – va verso la direzione sperimentale intrapresa nel precedente disco, Nemesi. La concezione strutturale si muove distaccandosi da canoni di classificazione tradizionale, dirigendosi verso il mondo delle contaminazioni sonore e di genere».

Ad affiancarlo in questo lavoro c’è Fabiana Dota: «E’ riuscita a completare la visione compositiva da me pensata. La sua voce, intesa come vero e proprio strumento musicale, si innesta perfettamente nei quadri sonori creati dalla sovrapposizione di linee melodico-ritmiche».

Nato nel 1981, Alberto si è avvicinato alla musica a sei anni grazie alla banda musicale del paese: «Una delle tradizioni più belle che, per fortuna, ancora oggi resistono ai cambiamenti sociali provocati dal massiccio utilizzo delle nuove tecnologie». Dalla banda al Conservatorio, dove si è diplomato in Sassofono, Musica Jazz e Didattica della Musica. «Contestualmente ho seguito numerosi seminari di jazz e improvvisazione. I tanti docenti, diversi per estrazione e pensiero, susseguitisi negli anni, mi hanno permesso di intendere la musica nel senso più ampio e complesso del termine. Credo che, oltre naturalmente agli studi fatti, ogni   seminario   e   incontro   con   musicisti   straordinari   abbia   giocato, e   giochi tuttora, un   ruolo fondamentale nella mia formazione artistico-musicale».

Quando invece pensa ai momenti più difficili del suo percorso, La Neve dice che «ogni artista li incontra in tutti i contesti nei quali l’arte, intesa come forma creativa, non ha la dignità che merita». «In Italia – conclude – ci sono tanti musicisti che intendono l’arte nel senso più profondo del termine e che suonano o compongono tanta musica interessante. Purtroppo non sempre si dà possibilità di esprimere musica diversa da cliché standardizzati e ormai radicati nel nostro territorio. Comunque, si intravede un leggero e costante miglioramento».