Le proposte concrete di #CulturaIdentità (per il futuro Governo)

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Teatro San Carlo [Public domain -Sony photographer], via Wikimedia Commons
Teatro San Carlo [Public domain -Sony photographer], via Wikimedia Commons
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#CulturaIdentità è l’unico gruppo “di pressione” in grado di avanzare proposte concrete per il settore Cultura, insistendo sull’urgenza di “alienare” la politica dalla cultura e sul riconoscimento della libertà di ogni artista e operatore culturale.

Ieri, lunedì 26 febbraio, si è aperta la presentazione della rete #CulturaIdentità, ospite di Forza Italia nella sede lombarda di largo Schuster e presieduta da Maria Stella Gelmini che ha sottolineato come  “la cultura non ha colore politico ed è un settore troppo spesso abbandonato dagli ultimi governi”. Presenti Edoardo Sylos Labini  fondatore del movimento culturale con il critico d’arte e drammaturgo Angelo Crespi e l’ex vice direttore de Il Foglio Alessandro Giuli, l’atleta paralimpica Giusy Versace  presidente dell’associazione DISABILI NO LIMITS e la presidente dell’associazione UNAVI (Unione Nazionale Vittime) Paola Radaelli

Il Manifesto di #CulturaIdentità, Idee che diventano azioni, è stato presentato e dibattuto durante l’incontro partendo dalla defiscalizzazione totale per chi investe nel settore. Ricordiamo alcune battaglie liberali fatte in passato come l’approvazione del tax credit per il Cinema nato con Forza Italia e il ministro Urbani e messa in atto dal ministro Bondi, con Angelo Crespi consigliere. Su questa scia #CulturaIdentità propone per ogni cittadino la deduzione annua del 50% dal reddito imponibile  del costo degli abbonamenti teatrali, dei biglietti del teatro, dei cinema, dei concerti, delle mostre e dei musei, l’abolizione dell’Imu e della Tasi sugli immobili utilizzati per fare spettacolo, l’estensione del regime speciale IVA al 4% già in vigore per l’editoria al settore spettacolo, passando per l’abbassamento dell’Iva al 4 per cento sull’arte contemporanea e, non ultimo, i musei statali GRATIS come nel regno Unito e negli Stati Uniti, dove gli introiti non vengono fatti derivare dai biglietti e/o dal pachiderma dello Stato, ma dalla loro conduzione aziendale e manageriale  (caustico l’intervento di Angelo Crespi sullo squilibrio dei conti relativi al numero di ingressi nei musei sotto il Ministero guidato da Dario Franceschini). In quest’ottica si è lanciata la figura del direttore artistico delle aziende. Un creativo, un’artista chiamato da un mecenate, un imprenditore illuminato, a fare lo storytelling del proprio marchio, proprio come nel Rinascimento le grandi casate aristocratiche chiamavano grandi pittori per dipingere la propria famiglia. 

Si è parlato di EDUCARE , occorre infatti “riavvicinare” i cittadini alla bellezza, all’arte, alla musica e alla lingua italiana come espressioni di un canone eterno, facendo in modo che lo Stato se ne faccia carico e veicolo, rendendo obbligatorie fin dalla scuola materna le materie artistiche. La Gelmini ha ricordato come con la sua riforma nacquero nel 2010 i Licei Musicali che, oggi dai 43 di allora, sono diventati quasi 150.

E poi le proposte che #CulturaIdentità avanza anche per il mondo associativo con Giusy Versace presidente dell’associazione DISABILI NO LIMITS. “Occorre abbattere ogni barriera architettonica ma anche mentale perchè per INTEGRARE la disabilità c’è bisogno di un vero e proprio percorso culturale. Ho abbracciato subito la positività di questo movimento” ha sottolineato la Versace “perchè oggi chi ce l’ha fatta deve essere generoso e dare un segnale positivo alla comunità”.  La coraggiosa atleta calabrese porterà in Parlamento la sua battaglia , nelle file di Forza Italia, per dare una speranza attraverso lo sport a chi è meno fortunato di lei.

La cultura non è soltanto la difesa identitaria di una tradizione o di un monumento ma passa anche per la difesa dell’identità della persona, per la difesa della libertà del singolo individuo. Per questo #CulturaIdentità dà voce alla sacrosanta battaglia che Paola Radaelli porta avanti con UNAVI per la legittima difesa. In una società dove i valori si sono capovolti e dove si difende il carnefice e non più la vittima l’approccio culturale ad un tema di così grande attualità è importantissimo. Proprio sulle pagine del nostro giornale ospitiamo la rubrica #legittimadifesa che racconta ogni settimana alcuni incredibili casi di mala giustizia. L’inviolabilità del proprio domicilio e della propria persona è un diritto che non può essere calpestato. 

Dunque il neonato movimento si è presentato con le idee chiare ed il futuro Governo sui temi culturali si dovrà certamente confrontare con questo nuovo pensatoio di artisti, intellettuali, imprenditori e singoli cittadini che hanno a cuore il destino del paese più bello del mondo