La lirica? E’ “polvere da sparo”!

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L’opera lirica è musica per nonni, ammuffita e impolverata? Macché. La polvere c’è, ma è polvere da sparo. È questa l’immagine che ne danno Elio (l’Elio di Elio e le storie tese) e Francesco Micheli (direttore artistico del Festival Donizetti) nel loro scoppiettante libro L’opera è polvere da sparo (Rizzoli, pagg. 249, euro 20). Secondo i due «ghostbusters della lirica», il melodramma italiano «è una materia ardente che ancora riempie il nostro Paese», un «giacimento aureo di musica e teatro», un patrimonio di generazioni: «Dal Barbiere di Siviglia a Turandot , sono il corrispettivo della ricetta del tiramisù o della panzanella».

La loro è una storia dell’opera un po’ pazza e bizzarra, strampalata e quanto mai off. Nelle coloratissime pagine (molto pop nei disegni e nei variegati caratteri tipografici), si ripercorre il melodramma attraverso la rievocazione dei «Favolosi 5» in «funambolesche sedute spiritiche»: Rossini, che fece «la rivoluzione cantando»; Bellini, il «bello e dannato» (con allegata divagazione sulla Callas, Norma per eccellenza); Donizetti, «il magüt dell’opera»; Verdi, «il nostro papà»; Puccini, «l’uomo del futuro» (il più off: «Uno che non va più in carrozza ma in automobile, e fa pure un incidente che gli spacca la tibia. Uno che ha problemi con la moglie. Uno che va in esaurimento nervoso. Uno che fuma come un comignolo. Uno che preferisce le ferie al lavoro, anche se nel suo campo non lo batte nessuno»).

Per i neofiti del melodramma, al termine del libro, i due autori hanno concepito cinque schede biografiche dei cinque compositori, ciascuno accompagnato da un verso di una propria opera: «A che bel vivere, che bel piacere» naturalmente per la vita di Rossini, «E vita nel tuo seno e patria e cielo avrò» per Bellini, «Prediletti dalle stelle, io vi lascio un gran tesoro» per Donizetti, «Va’ pensiero sull’ali dorate» per Verdi e «Vissi d’arte, vissi d’amore» per Puccini.

Una lettura ideale per divertirsi col melodramma e ringiovanire un repertorio che vecchio non è (ma può sembrarlo).