Molti problemi a Mantova…come revocare la cittadinanza a Mussolini!

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Mantova, Palazzo I.N.F.P.S. - Istituto Nazionale fascista Previdenza Sociale, Ph. Gianpietro Dall'Olio, fonte artefascita.it
Mantova, Palazzo I.N.F.P.S. - Istituto Nazionale fascista Previdenza Sociale, Ph. Gianpietro Dall'Olio, fonte artefascita.it
Mantova, Palazzo I.N.F.P.S. - Istituto Nazionale fascista Previdenza Sociale, Ph. Gianpietro Dall'Olio, fonte artefascista.it
Mantova, Palazzo I.N.F.P.S. – Istituto Nazionale fascista Previdenza Sociale, Ph. Gianpietro Dall’Olio, fonte artefascista.it

Con tutti i problemi, nazionali ma sicuramente anche locali (disoccupazione, criminalità, viabilità per citare i più gravosi) l’amministrazione di Mantova, fiore all’occhiello della Cultura, cosa mette come priorità assoluta? Revocare la cittadinanza a Mussolini! Viene in mente la gag di un famoso film: «È nella terza e più grave di queste piaghe che veramente diffama la [Lombardia] e in patticolare [Mantova] agli occhi de’ mondo… hee… lei ha già capito, è inutile che io glielo dica… mi veggogno a dillo… è …» (Redazione)

Settantatrè anni dopo la fine della guerra, a Mantova, in seguito a ben quattro ore di discussione, viene revocata la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini.

Come diceva il grande Indro Montanelli, “Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente“.

Per questo motivo Simona Di Rutigliano, giornalista di Mantova, collaboratrice de Il Giornale.it, insieme al supporto di Paola Bulbarelli, giornalista, ex assessore alla casa Regione Lombardia, ha deciso di organizzare un dibattito in merito alla questione: «Credo che sia doveroso ricordare il passato e parlarne, in caso contrario questa revoca sarebbe un tentativo di insabbiare la storia e, come affermano i più grandi storici e non solo, non vi è civiltà senza passato», afferma Simona. 

Sabato 24 febbraio, alle 18, presso la sala delle capriate della chiesa di Sant’Andrea, a Mantova, giornalisti, intellettuali e politici si interrogheranno sulla pericolosità di cancellare la storia.

La revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini ha scatenato davvero molte polemiche: chi da una parte afferma che si tratti di una decisione giusta e chi, d’altra parte, ribatte afferma che “I problemi sono altri: revocare la cittadinanza onoraria ad un morto, non li risolverà“. Pare essere d’accordo, sulla revoca, Laura Boldrini, che ha espresso il suo appoggio tramite un tweet: “Grazie alla città di Mantova che ha revocato la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini”.

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I pareri sono molti, diversi e contrastanti, ma una cosa è certa: il passato non si può cancellare, non solo per il fatto che in un modo o nell’altro resterebbe comunque fissato nei registri, ma in particolare perché dovrebbe essere scolpito nella memoria degli Italiani, del nostro Paese. Giusta o sbagliata che sia, la storia rimane tale.

6 Commenti

  1. Settanta anni di dittatura democratica hanno prodotto questo risultato e non è ancora finita. Ne scopriremo delle belle

  2. e’ vero il codice civile del 1942 e’ ancora vigente oggi.fra i relatori vi fu calamandrei
    collaboratore del grande avvocato chiovenda.
    flaiano diceva che l’italiano fu figlio della lupa,balilla,avanguardista e poi..
    partigiano.

  3. Adesso è doveroso che ci facciano conoscere la motivazione (completa) con cui fu conferita a Mussolini la cittadinanza onoraria e chi ne furono promotori e firmatari (forse c’è qualche antenato di quelli che l’hanno revocata!).

  4. Poveri imbecilli si perdono nella nebbia a cielo sereno con tutto quello che l’Italia a bisogno. BRANCO di incapaci.

  5. Come si può ancora a non capire che queste azioni antifasciste per un fascismo che non esiste ci fa solo passare per incolti e storicamente ignoranti, perché non si stracciano le pagine di storia, perché servono al presente e al futuro. non definisco ridicolo il consiglio comunale di Mantova, ma, incolti, ottusi, per non essere offensivo, mentre per la Boldrini posso dire che oltre a farmi schifo la vedrei purgata con olio di ricino, per farle defecare tutte le idiozie che la compongono

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