Juel, la ragazza “Cattiva” della musica fra suoni urban, reggaeton e hip hop

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Juel (ph. Serena De Angelis)
Juel (ph. Serena De Angelis)
Juel (ph. Serena De Angelis)
Juel (ph. Serena De Angelis)

Una cantautrice con la passione per la danza e la vocazione di comunicare messaggi positivi e di libertà. Si definisce così Juel, all’anagrafe Chiara Panzieri. Bambina prodigio, dice di aver vissuto un’infanzia anomala: «Tutte le mie compagne dopo la scuola andavano in centro a fare shopping o si vedevano per spettegolare di ragazzi e cose da “femmine”. Per me il tempo per le amiche non c’era, studiavo danza, canto e la batteria. Ho iniziato a frequentare il mondo lavorativo dei grandi a tredici anni; dopo la scuola,  dove spesso mi sentivo un’emarginata,  raggiungevo gli studi televisivi per le prove».

Ballerina in musical come Grease e in programmi televisivi come Domenica In, Operazione Trionfo, Veline e Paperissima, sente presto il bisogno di usare carta e penna. La prima canzone la scrive quando è una giovane donna alle prese con il primo amore: «Si chiamava Chiaro di Luna e narrava di questo amore nato in uno dei bellissimi giardini romani. Non fu quello il momento in cui consapevolmente decisi che avrei iniziato a fare questo per lavoro, ma fu la prima volta che usai la scrittura per sfogarmi e dichiarare tutta la passione che non riuscivo a contenere».

Qualche anno più tardi, complice un incidente che la costringe in casa per un anno, scrive fiumi di rime che parlano di lei: «Ho scoperto il piacere di scrivere quando ho avuto il bisogno di creare un mondo mio che mi accogliesse e ascoltasse i miei stati d’animo e le mie necessità. La musica mi ha dato tanto, è dolce compagna con buone orecchie e un’insegnante di vita».

Cresciuta con i miti di Michael Jackson e Freddie Mercury, Chiara ha scelto il suo nome d’arte qualche anno fa con un caro amico dell’ambiente musicale che oggi non c’è più: «Lo avevamo scelto perché sembrava all’ascolto “jewel”, gioiello. Nacque per gioco   e invece ora è un lascito importante che rappresenta il mio alter ego musicale».

La cantautrice romana si considera un’autodidatta: «Mi piace non essere “formattata” e   assorbire da tutto e tutti. Scrivo principalmente di esperienze vissute in prima persona e le rendo di tutti. Mi ispiro guardando un bambino, le sue movenze e i suoi istinti naturali ancora incontaminati, mi lascio incantare dall’apertura alare di un uccello che sorvola Roma, o dal menefreghismo e dalla cattiveria umana che schiaccia il terreno che ci nutre».

Cattiva è il suo nuovo singolo, il quarto, dal 12 gennaio in tutte le piattaforme digitali per Limited Music Trade/Believe. Già dalle prime note l’artista apre le porte del suo mondo fatto di sonorità urban, reggaeton, electro e hip hop. Il testo racconta un rapporto a due, dove la protagonista è vittima di una violenza psicologica che la conduce alla privazione della sua personalità. Ma il ritornello sottolinea il momento del riscatto, il passaggio da donna succube a donna “Cattiva”, che trova la forza di reagire, invertendo il ruolo da vittima a carnefice.

Non lasciarti andare! Tu non sei ciò che ti fa credere, non lo sei mai stata! Guardati dentro e tira fuori il tuo vero Io che hai schiacciato per fare posto alle esigenze di qualcun’altro. Prima di tutto devi rispettare e amare te stessa! Non farti questo torto!“, canta Juel, che puntualizza che le sue non sono «parole per prendere applausi», ma scritte per sfogo e denuncia: «Ho vissuto una storia d’amore che proprio amore non era. Non mi sentivo all’altezza, ero spesso maltrattata verbalmente e intimorita fisicamente. Ero diventata “piccola” e succube, finché la ragione non mi ha portata sulla strada giusta: l’amor proprio! La musica era al mio fianco e mi ha dato la forza di fare il primo passo verso il distacco da questo rapporto malato».

Oggi Juel, che sogna di cantare all’Olimpico, riconosce che per lei la musica «è il posto più vicino all’anima, il modo più facile e diretto di comunicare anche in assenza di parole. Ho provato a cambiare strada: per pochi mesi ho fatto la commessa e un periodo di formazione per lavorare in una redazione giornalistica, ma non ero me stessa e stavo male! Non potevo obbligarmi ad essere qualcun’altro. Quindi mi sono fatta forza e ho ripreso il mio lungo viaggio».

Un viaggio che non è stato privo di difficoltà, una su tutte l’incontro con un manager sbagliato («Mi si chiedeva di essere e fare qualcosa in cui non credevo») e che proseguirà con la pubblicazione di un album, del quale la cantautrice anticipa: «Conterrà undici brani di diverse contaminazioni musicali: dal pezzo rap a quello in prevalenza rock, dal pop fino alla canzone con richiami latini. Il collante è sicuramente la scrittura e la dedizione nello scegliere i suoni che convergono tutti nel mio stile».

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