Marco Greco, canzoni scintillanti di magia e desiderio

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Marco Greco«Sono un musicista. Più precisamente un cantautore, ovvero uno che ha deciso di raccontare se stesso e la propria vita tramite la musica. A questo mi dedico totalmente, cercando di farlo al meglio». Si presenta così Marco Greco, ultima scoperta di Fausto Mesolella prima della prematura scomparsa.

Marco, che raccoglie l’eredità del cantautorato di Modugno e Dalla, è stato vincitore dell’edizione 2016 del Premio Fabrizio De Andrè. Proprio in quell’occasione ha conosciuto il chitarrista degli Avion Travel, presente alla manifestazione in veste di giurato. Mesolella, che subito ne ha intuito il talento, ha poi deciso di produrre il suo prossimo disco.

«Parlare di Fausto è sempre emozionante. È stato uno di quegli incontri che ti lasciano un segno indelebile» dice Greco.

Dopo l’esibizione lo incrociai per caso nei corridoi dei camerini. Ero col mio gruppo e lui ci manifestò grande stima, cosa che mi fece ancora più felice della vittoria stessa. Poi, uscendo dal teatro, continuammo a parlare e dopo cinque minuti mi sembrava di conoscerlo da una vita. Nei giorni successivi ci sentimmo per telefono e gli chiesi con un po’ d’imbarazzo se voleva produrre il mio disco. Lui mi rispose senza esitazione: “Volentieri”. Lavorare con lui è stato incredibile e ho imparato tantissimo semplicemente osservandolo: nella musica cercava la bellezza e la verità, sempre senza inganni e senza fronzoli, e nella vita era lo stesso. Era un gigante nel corpo di un folletto e i suoi occhi buoni mi accompagneranno sempre nel mio percorso. Mi ha ispirato talmente tanto che nel disco ci sarà anche una canzone che parla di lui. Un brano a cui tengo molto

Di prossima pubblicazione, sarà l’album d’esordio di Marco: «Si tratta di un lavoro di canzoni e di atmosfere, in cui ho cercato di racchiudere quella scintilla di magia che ha la vita quando si accende di desiderio. Il compito era difficile, ma so di avercela messa tutta. Il suono è caldo e avvolgente e porta la firma inconfondibile di Fausto».

Intanto, il cantautore ci ha già fatto ascoltare il singolo Tutta Mora, una rumba dal sapore mediterraneo: «E’ il racconto ritmico di un amore frizzante, ambientato in una piccola città che sbircia, bisbiglia, desidera e invidia. Tutto è travolgente, intenso e spettinato, fino a quando arriva la complessità dei sentimenti e la difficoltà di ogni storia umana, dove le ferite del passato diventano le paure e le fragilità del presente».

Romano, Greco ha cominciato a studiare chitarra da bambino, per poi preferire il pallone. «Verso i quindici anni ho ripreso la chitarra e ho cominciato a cantare. Il gusto e il benessere che mi dava ha sviluppato in me la voglia di approfondire. Dopo è arrivata la scrittura e ho capito che la musica poteva essere un mezzo prezioso per esprimere la mia interiorità. Ho così scelto di farne la mia professione».

Ma quando si è scoperto cantautore? «Non c’è un momento preciso. Ho seguito un’urgenza espressiva e mi è capitato che con le canzoni riuscissi a raccontare veramente le mie emozioni più che con qualsiasi altro mezzo. Per me la vita è un mistero e dietro gli incontri, gli sguardi e i sentimenti c’è una scintilla di magia che il più delle volte rimane inesprimibile a parole. La musica e la canzone, invece, ti danno l’occasione di esprimere tutto questo. Dopo questa “illuminazione” non ho avuto dubbi su cosa fare “da grande”.  È un lavoro difficile, è una ricerca continua, ma ne vale la pena».

Tanti i riferimenti avuti, da Battisti a Paoli e Conte, passando per Luois Armstrong e Sting. «La bellezza credo che vada cercata ovunque, assorbita e poi riproposta tramite il proprio linguaggio, la propria unicità artistica e il proprio vissuto umano».

Ventisette anni, quando non fa musica il cantautore dice di fare tutto quello che fanno i suoi coetanei: «Sto con la mia ragazza, vedo gli amici e ogni tanto – anche se è inverno – faccio due passi al mare, mi calma e mi aiuta a schiarirmi le idee». Nel suo tempo libero non c’è spazio per guardare i talent musicali, che non segue. Infine, quanto ai progetti e ai sogni nel cassetto, Marco confida: «Desidero portare questo mio primo disco il più lontano possibile, scrivere altre belle canzoni ed essere felice».