Francesca Trissati, l’archeologa che suona il rock

0
34

trissatiunlungoviaggiocoverSe non avesse fatto la cantautrice avrebbe fatto l’archeologa. Ma agli scavi, Francesca Trissati ha preferito la musica. Merito anche del papà, collezionista di dischi, e del fratello. «Mentre io studiavo canto, lui scopriva la chitarra e così, un po’ per gioco, abbiamo cominciato a suonare insieme e non ci siamo più fermati» dice la cantante. Nata a Tivoli, amante dei Nirvana, Pearl Jam, Jeff Buckley («E’ stata la vera ispirazione») e Eddie Wedder, Francesca è la nuova scoperta della storica casa di produzione romana Twilight Music che, con il supporto della SIAE nell’ambito dell’iniziativa S’Illumina – Copia Privata per i giovani, per la cultura 2016, ha prodotto Un Lungo viaggio.

«E’ un concept album in cui ho cercato attraverso la musica di fare un viaggio metaforico, interiore. Questo è il filo conduttore dei dieci brani presenti nel disco».  Accattivante e dal piglio ruvido, il sound della Trissati racconta dei “demoni personali” che ha sconfitto. Nelle sue canzoni si parla del senso di inquietudine e solitudine, dell’attaccamento a persone e cose, delle aspettative, i limiti e le convinzioni erronee che ci costruiamo, le gabbie che ci tengono ancorati al passato impedendoci di vivere il presente. 

«L’intento è dare un messaggio positivo di accettazione di noi stessi, così come siamo».

“Non c’è nulla di immutabile, se non l’esigenza di cambiare” è la frase di Eraclito che il nome nuovo del rock femminile italiano ha fatto sua: «Nel corso della mia crescita ho cambiato pelle moltissime volte, credo molto nel cambiamento costante». Un input che la porta a mettersi sempre in discussione, a lanciarsi nuove sfide. La prossima professionale? «Realizzare un secondo cd. Ho già moltissime nuove idee che mi girano in testa».