Pensare la musica: l’estetica musicale ieri, oggi e domani

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libros-teoria-musicaEnrico Fubini, musicologo torinese, è il massimo esperto di estetica musicale in Italia. I suoi L’estetica musicale dall’antichità al Settecento e L’estetica musicale dal Settecento a oggi, datati tra gli anni Sessanta e Settanta, sono ancor’oggi dei must per ogni musicista/musicologo.

Nel 1995 vennero anche condensati in un profilo sintetico di estetica musicale: oggi, a distanza di 23 anni, quell’agile volumetto di nemmeno 200 pagine, viene fortunatamente riedito.

L’uscita fresca fresca di Estetica della musica (Il Mulino, pagg. 191, euro 14) non è una canonica e semplice riedizione: si tratta, infatti, di un vero e proprio aggiornamento nel quale Fubini allarga la propria analisi con particolare attenzione alla cultura musicale del nostro tempo, sulla fruizione e sui nuovi linguaggi nascenti.

8352950_2939752Un adeguamento del manualetto è stato sicuramente condotto in merito agli sviluppi degli studi dell’estetica musicale contemporanea: la semiologia, «corrente vitale dell’estetica musicale di questi ultimi decenni» assieme all’analisi musicale (e discipline divenute affini: nota Fubini, infatti, che gli studi analitici degli ultimi anni sono usciti dalla mera musicologia per abbracciare anche psicologia, psicanalisi, teoria della percezione).

Oltre all’immediato passato vi è, poi, l’avvenire. Si prenda, ad esempio, il capitoletto dedicato alla “globalizzazione” del linguaggio musicale. Quali i futuri scenari? L’appiattimento: «Anche se il pluralismo rimane un’idea tuttora molto in voga, non si può non rilevare che in questi ultimi decenni la tendenza nella musica e non solo nella musica è andata nella direzione opposta».

Ad alimentare questa “internazionalizzazione” del linguaggio musicale, secondo Fubini, è stata la diffusione dell’uso del computer: «Oggi il linguaggio musicale tende sempre più ad avviarsi a una uniformità» e «le particolarità nazionali, geografiche, le tradizioni storiche tendono a livellarsi sempre più».