Quel “Mozart” di Cederna un po’ genio e un po’ giullare

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mozartSono passati trent’anni da quando Giuseppe Cederna faceva l’artista di strada, il clown a piazza Navona e Campo de’ Fiori. Trent’anni da quel provino per il ruolo di Amadeus, trent’anni dalla telefonata del severo Umberto Orsini nel ruolo di Antonio Salieri che gli annunciava che era stato preso per fare Amadeus con la regia di Mario Missiroli e la drammaturgia di Peter Shaffer. Trent’anni da quel 1987 in cui la sua prima interpretazione del genio della musica mise in luce il suo indiscusso talento.

A distanza di più di un quarto di secolo, c, ormai artista maturo e con un’esperienza curriculare di tutto rispetto che spazia dal teatro al cinema, dal Mediterraneo di Salvatores a lavori sul palco con registi del calibro di Lavia, torna nei panni del genio, e in quelli del clown con “il sogno di un clown”. Uno spettacolo inedito ed inatteso in cui Cederna racconta e si racconta, intrecciando la storia di Mozart alla sua.

Parte dalle sue origini, dal teatro di strada e dal suo esordio al fianco di Orsini. Ma Mozart è un mistero impossibile da svelare, ci confesserà più avanti. E’ così che si apre narrando il suo incontro con uno studioso dell’artista, Wolfgang Hildesheimer, il più grande biografo di Mozart.

«E’ impossibile comprendere una figura del passato e tanto meno un genio se non si sia mai fatto un tentativo di comprendere se stessi»

497f1d8cf454af3ad3fb64c3181a52a2_XLE’ con le parole dello studioso svizzero che Giuseppe Cederna muove verso un tentativo narrativo duale: da una parte l’uomo, che egli interpreta con brio – un po’ genio e un po’ acrobata e giullare – attraverso i suoi viaggi in giro per l’Europa, i suoi amori, le gioie e i fallimenti, il rapporto con la madre, la ricchezza e le difficoltà. Dall’altra il genio, attraverso le sue note, le sue composizioni, dalle marce al Don Giovanni al Flauto Magico offerte al pubblico dal virtuosismo di Sandro D’Onofrio.

Per la regia di Ruggero Cara ed Elisabeth Boeke, uno spettacolo di poco più di un’ora, che diverte, sorprende, affascina e commuove. Fino al 21 gennaio sul palcoscenico del Teatro India di Roma.