Lab081, da Napoli sonorità mediterranee 4.0

0
10

Il loro nome ne rende inequivocabile la provenienza geografica. «Napoli ci accompagna da sempre, siamo orgogliosi di essere napoletani. Da qui l’idea di mettere il prefisso della nostra città subito dopo Lab, che sta per laboratorio e che abbiamo scelto per la nostra voglia di mischiare sonorità moderne a quelle della tradizionale canzone partenopea per proporre qualcosa di innovativo» spiegano i Lab081. Il gruppo è formato da Vincenzo Iengo (voce), Sebastiano Spina (mandolino), Giovanni Carbone (tastiere, synth), Stefano Stornaiuolo (basso), Marco Roberto Trupiano (percussioni) e Ernesto D’Arienzo (batteria).

«Una versione 1.0 dei Lab081 nasce dall’incontro di alcuni amici di liceo. Dalla voglia di passare delle serate in amicizia e spensieratezza ci siamo poi ritrovati a pensare di realizzare un qualcosa di nostro, che dicesse chi eravamo e qual era il nostro modo di intendere la musica» racconta il sestetto, che dal 2015 ha cominciato il proprio percorso vincendo la rassegna culturale Squarciare i silenzi e arrivando in finale all’Emergenza Festival Italia con il brano Sciore ‘e tufo.

Amanti della canzone di Pino Daniele, della musicalità degli Avion Travel e del rock più graffiante di Edoardo Bennato, i sei hanno pubblicato con Italy Sound Lab il loro disco d’esordio, ‘E Guarattelle, che in nove brani ci consegna una visione nuova di Pulcinella e della musica napoletana con un’originale operazione tra canzone classica e strumenti contemporanei. «Quando si parla di Guarattelle la mente vola immediatamente all’antico teatro dei burattini napoletano, dove tra le figure più utilizzate vi era Pulcinella, la maschera simbolo di Napoli» dicono a proposito del titolo, aggiungendo: «Scegliendo la parola Guarattella abbiamo voluto sottolineare alcune caratteristiche della tradizione classica: nella nostra rilettura Pulcinella non è il solito burattino che conosciamo, pronto a dare e ricevere bastonate dai suoi antagonisti in scena, bensì è il burattinaio, colui che muove tutto, colui che decide, colui che anima».

Napoli è la vera, grande protagonista di questo lavoro, ma per il giovane ensemble parlare di concept album non è del tutto esatto: «Anche se molto diversi tra loro, i nove pezzi hanno un’anima molto forte che li accomuna: in ciascuno dei nove personaggi descritti c’è la speranza di sovvertire un destino avverso, c’è la voglia di non prendersi troppo sul serio ma di ironizzare su tutto ciò che li circonda, c’è l’amore per la propria terra che ne condiziona fortemente l’approccio al quotidiano e alle sue difficoltà. I testi sono più che altro una rappresentazione su carta delle emozioni che la musica creata ci provoca. Non scriviamo di temi che non sentiamo nostri».