Quelle…”umanomalie” pittoriche di Greta Bisandola

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Greta Bisandola, Sandrine, 2017, 80x80 cm

Come possono fondersi tra loro Natura ed esseri umani? Pare indagare questo l’artista padovana Greta Bisandola nelle sue opere, dove il soggetto umano, che ricopre sempre una posizione protagonista, si fonde alle forze della Natura, che abbiano queste a che vedere con la terra, con il cielo o il mare.

Greta Bisandola, Aline in mare, 2015, olio su tela, 60x60cm
Greta Bisandola, Aline in mare, 2015, olio su tela, 60x60cm

Prendiamo per esempio Aline in mare, dove un grande volto di donna emerge da una schiera di grigie nubi, forse da una tempesta che sta imperversando sulle acque. In questo caso la figura si tinge anche di qualche schizzo di colore giallo, come volerle dare un’aria mistica, in una composizione che nel complesso sa di Romanticismo, riportandoci dal punto di vista stilistico a quelle meravigliose tele di Turner. Come lui, anche la pittrice, ama lo sfumato, il colore non netto, che toglierebbe a questo lavoro il suo sapore di divenire. In altre opere invece la tecnica cambia, mentre rimangono simili le tematiche.

In Perdersi in giardino per esempio lo sfumato lascia il posto a dei colori decisi e ben delineati. In questo caso una figura umana mostruosa e deformata rimane in mezzo al dipinto, circondata da una vasta gamma di fiori. La Bisandola vuole forse parlarci di un essere umano che non può reggere il confronto con la bellezza della Natura, anche se di sovente egli cerchi di distruggerla? Questi fiori infatti vengono dipinti in modo eccezionale, nel loro massimo splendore, mentre del soggetto rimane solo una creatura mostruosa, o forse addirittura due, visto e considerato che davanti al soggetto frontale sembra essercene un altro, girato di spalle. Se vogliamo scartare questa interpretazione, potremmo prenderne un’altra: si tratta forse soltanto di un ricordo, dove i protagonisti vengono visti in modo sbiadito, forse si tratta di un ricordo negativo, con quei soggetti che tornano come incubi, ma circondati da un’atmosfera campestre e bucolica, proprio perché si tratta di un sogno e non di una visione concreta – non a caso lo sfondo è completamente bianco e per nulla realistico.

Greta Bisandola, Perdersi in giardino, 2010, olio su tela, 100x100 cm, collezione privata
Greta Bisandola, Perdersi in giardino, 2010, olio su tela, 100×100 cm, collezione privata

Ciò che conta è che Greta Bisandola sa parlarci tramite una sua precisa prospettiva della condizione umana e lo fa attraverso una capacità tecnica esemplare. Ennesimo esempio contemporaneo che ancora la spinta verso il figurativo è molto forte.