Un siciliano doc “from Melbourne” ricostruisce l’ “Iside Triforme” di Polizzi Generosa

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Eolo Paul Bottaro e l’Iside a tre teste«La Sicilia è sempre stata presente nel mio lavoro, perché è dentro di me». Questa lontana terra dei suoi antenati, circondata dall’azzurro del Mediterraneo, ha tenuto accesa l’immaginazione di , australiano di origini siciliane, che ha dipinto la terra dei suoi genitori dalle pendici innevate dell’Etna alle assolate colline della campagna ennese. Eppure Bottaro ha costruito la sua fama in Australia, grazie alla realizzazione di opere ricche di colori che ritraevano la città di Melbourne: nei suoi dipinti lui fonde sapientemente il passato con il presente, raffigurando persone contemporanee che recitano scene spesso ispirate alla mitologia. A volte rivede, a suo modo, composizioni tratte da dipinti storici, reinserite nelle strade della città come una pausa a riflettere sulle moderne esperienze urbane. In generale, i suoi potenti dipinti ad olio e le opere su carta esplorano le sfaccettature intrinseche e spesso contraddittorie della natura umana. A questo l’artista aggiunge una profonda attenzione ai materiali della pittura: dai puri pigmenti macinati a mano all’uso della foglia d’oro, il risultato è una pittura straordinariamente originale e vibrante.

Eolo Paul Bottaro è venuto in Sicilia due anni fa e ha iniziato a girare l’isola: ne è nata una mostra,  Paintings from Sicily,  una collezione che ha mostrato la sua capacità di cogliere il fascino contraddittorio di questa terra, dove le incoerenze e le storture vivono a fianco di una tradizione artistica e culturale senza pari.

In occasione di un convegno a Polizzi Generosa, piccolo comune in provincia di Palermo, immerso nello splendido Parco delle Madonie, conosco Paul Bottaro che, nel suo girovagare per l’isola, si è fermato proprio tra queste montagne, affascinato dalla ricchezza artistica di questi luoghi, che offrono al viaggiatore colto e appassionato dei veri tesori.

Mi racconta del suo nuovo progetto, “cercato” dentro il Museo Archeologico di Polizzi Generosa: la ricostruzione della statua di “Iside Triforme”,  andata distrutta nel XVIII secolo. La singolare scultura presentava tre teste (un vecchio, una  donna, un giovane), poggiate su una figura di donna che teneva due serpenti nella mano sinistra e una forma tonda in quella destra.

Non si tratta, però, della sterile riproduzione di un esemplare perduto: insieme alla statua il progetto presuppone, infatti, il recupero della tradizione storico-culturale della cittadina di Polizzi, che attorno alla statua di Iside, fra il XVII e XVIII secolo, aveva costruito parte della  sua identità.

Per  questo motivo Paul Bottaro ha  deciso di coinvolgere, nella  ricostruzione della statua, gli abitanti del borgo: è a loro che il progetto è rivolto in primo luogo. Un progetto ambizioso che non si esaurisce nell’asettica realizzazione della copia di un originale perduto, ma che vuole recuperare anche la relazione dell’arte con il territorio e la comunità che lo vive: «Io non sono uno scultore che lavora la pietra, per questo motivo ho deciso di concentrarmi sul territorio e ho scoperto che in queste zone c’è un’importante tradizione di ceramisti, così ho approfondito le mie ricerche e mi sono concentrato sullo studio delle antiche sculture in terracotta che sono state ritrovate in questa zona: le statue venivano modellate, cotte e poi dipinte. Questo è il metodo che ho deciso di usare perché mi permette di incorporare nel progetto anche la pittura. Ma ciò che mi entusiasma di più», mi racconta in un italiano dall’accento australiano, «è il fatto che il mio laboratorio è posizionato in una delle strade principali del paese ed è aperto a tutti; persone di tutte le età vengono a vedere come procedono i lavori. Sembrano tutti veramente interessati, a volte quasi commossi, come se qualche parente lontano tornasse a trovarli. Il loro entusiasmo mi da una grande spinta nel portare avanti questo progetto che, sono convinto possa avere un risvolto positivo. Io sono un outsider e fino a poco tempo fa non sapevo nulla della statua e di tutta la storia che le girava attorno, ma grazie alla mia curiosità si è riusciti a far partire un’opera di ricostruzione e questo è sicuramente una ventata di aria fresca, un’iniziativa che può che dare nuova linfa a una tradizione culturale già forte di suo!».