Franco Franchi continua a farci ridere da Lassù

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10330272_946351872050886_6888893005726435705_nFranco Franchi, uno dei volti più noti dello spettacolo italiano, scomparve il 9 dicembre 1992 a soli 64 anni. La sua frenetica attività di avanspettacolo e teatro presto si trasferì anche alla cinematografia: da solo o in coppia con il suo indimenticabile partner, Ciccio Ingrassia, girando più di 120 film. 

Ultimo tango a Zagarolo, L’esorciccio, Farfallon, Ku Fu? Dalla Sicilia con furore, sono soltanto alcune delle pellicole del grande attore rimaste scolpite nel ricordo del pubblico che lo seguiva con grande affetto.

Dotato di una mimica facciale unica, Franco Franchi possedeva  una verve contagiosa e irrefrenabile con il gusto per la parodia, nonostante i giudizi non proprio benevoli della critica che puntualmente gli riservava.

La coppia storica formata da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia ha tenuto incollata al piccolo schermo più di una generazione con la sua comicità a volte folkloristica. I due attori erano due veri fuoriclasse.

A venticinque anni dalla sua morte vogliamo ricordare Franco e la sua vita straordinaria, un uomo per il quale recitare era sinonimo di sopravvivenza.

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Nato in un quartiere popolare, da una famiglia poverissima con 13 figli, Frano Franchi, al secolo Francesco Benenato, non termina  gli studi per lavorare come muratore per aiutare la sua famiglia: ben presto il giovane palermitano scopre di possedere una notevole dote caricaturale e comincia a esibirsi nelle piccole feste di paese, dove viene notato dal musicista Salvatore Polara. Ma il momento chiave della sua carriera avviene quando incrocia sulla sua strada Ciccio Ingrassia. Diventano una coppia perfetta e la loro prima gag, con Ciccio che canta Core ‘ngrato mentre Franco lo disturba in ogni modo, ottiene un successo strepitoso e apre una storia destinata a durare quasi quarant’anni. Nel 1960 esordirono nella parte di due contrabbandieri nel film di Mario Mattoli  Appuntamento a Ischia con Domenico Modugno e Mina. Fu allora che Modugno li fece scritturare nella commedia musicale  Rinaldo in campo di Garinei e Giovannini. Quello fu il vero trampolino di lancio: i produttori cominciarono a contenderseli e loro presero a girare un film dopo l’altro, anche al ritmo di otto, dieci l’anno. 

Franco Franchi e Ciccio Ingrassia

Sfruttavano il filone delle parodie di film americani trasformandosi di volta in volta in agenti segreti, sanculotti, gringos, mafiosi, con sconfinamenti nello spazio e nella mitologia. Il pubblico li amava, i critici continuavano a snobbarli.

Un articolo non basta a raccontare i numerosi successi che si legano indissolubilmente ad altrettanti aneddoti e alle liti furibonde che fanno parte della loro vita e della loro carriera straordinaria che li vede anche interpreti del gatto e la volpe nel Pinocchio di Luigi Comencini trasmesso dalla Rai nel 1972, insieme a quei due mostri sacri di Nino Manfredi nei panni di Mastro Geppetto e Gina Lollobrigida in quelli della fata turchina; infine grazie ai fratelli Taviani, approdarono al cinema d’autore con Kaos.

La loro era un’alchimia unica: da una parte Franco con la sua statura un po’ tarchiata  insieme a quella sua carica esplosiva rappresentava il “cretinetto” della situazione, dall’altra Ciccio col suo phisique du role elegante e quasi snob interpretava l’artista erudito che  cercava di educare Franco, quest’ultimo con la sua irruenza rendeva estremamente comico ogni sketch, entusiasmando il pubblico. Franco possedeva una vera e propria faccia di gomma, come un antesignano Jim Carrey, insieme alle movenze del grande Totò. Anche se, come lui stesso puntualizzava: «Se Totò è marionetta, io sono pupo siciliano!».