Farnesi: “Accanto a me, forse ora, ho la persona giusta”

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Roberto FarnesiRoberto Farnesi è il protagonista della fiction Le tre rose di Eva 4 in onda su Canale 5. Da bambino non sognava di fare l’attore, ma vista la sua attitudine (mai abbandonata) di accudire gli animali pensava di diventare un veterinario

Che ricordi hai del tuo debutto cinematografico avvenuto nel 1998?

Sono stati esordi di tutto rispetto, innanzitutto perché ebbi un ruolo da protagonista nel film Femmina di Patroni Griffi accanto alla grande Monica Guerritore, prodotto da una famosa compagnia di produzione e distribuzione cinematografica italiana, la Cecchi Gori Group, appartenuta prima a Mario Cecchi Gori e successivamente al figlio Vittorio. Naturalmente ero molto teso, avvertivo l’importanza della parte.

Con quali film sei cresciuto?

Ho avuto la possibilità di vivere la sala cinematografica degli anni Ottanta con le poltroncine numerate. Recarsi al cinema era sempre un’esperienza superlativa.. bei ricordi! A 15 anni lessi Il Padrino, credo che sia un film perfetto, la massima rappresentazione del libro. Amici Miei e Il Marchese del Grillo li ho visti più volte. Nel loro genere sono capolavori straordinari. Altri film cult: C’era una volta in America, Il Cacciatore, Apocalipse Now, Taxi  Driver. Nella lunga lista metto anche un film che mi ha segnato, Lo Squalo di Spielberg.

Poderi e vigneti caratterizzano l’ambientazione della fiction Le tre rose di Eva 4 nella quale sei il protagonista principale. Sei un appassionato di vini?

Mi piace il buon vino, ne conosco alcuni ma definirmi un grande esperto è un parolone.

Forse ti intendi più di cibo, sai cucinare?

Diciamo che so fare da mangiare, sapere cucinare è un’altra cosa. Lo dico con convinzione perché, quando non sono impegnato sui set faccio il ristoratore. Sono socio di un ristorante molto green che si trova vicino allo splendido Parco di San Rossore alle porte di Pisa – Il Ristoro Ristorante & Locanda del Parco. E’ una steakhouse toscana dove si possono trovare carni della razza Chianina Igp, Black Angus Americano e altre. Il menù varia quattro volte l’anno in base all’alternanza delle stagioni.

Impegnativo dunque

 Non è sufficiente essere noti per gestire un ristorante. Senza competenza, serietà, buon servizio e un ottimo rapporto tra qualità e prezzo non duri a lungo.

Un episodio “off” nella tua carriera?

Ricordo un episodio off divertente nel vero senso della parola. Mi trovavo con Edoardo Sylos Labini sul set di Le tre Rose di Eva 1, dovevamo girare una scena ma ci guardavamo in faccia e continuavamo a ridere.

Quali sono state le scene più difficili da girare e da interpretare sul set de Le tre rose di Eva 4?

Non è una passeggiata girare una fiction di questo genere perché viene realizzata con uno sforzo economico minore rispetto ad altre serie televisive. Si svolge tutto molto velocemente, e non sempre le scene vengono ripetute. Ci vuole quindi molta concentrazione, attenzione preparazione per affrontare qualsiasi imprevisto comprese le condizioni climatiche e atmosferiche non sempre ideali.

Perché le serie televisive piacciono tanto?

Innanzitutto permettono al telespettatore di staccare la spina e di rilassarsi; Le tre rose di Eva ha avuto un buon successo fin dalla prima edizione, gode di un pubblico ben consolidato, è diventata una certezza come appuntamento. Non ha intenti socio culturali ma di assoluto intrattenimento. A tratti è molto al di sopra delle righe, a volte eccessiva, ma ha una sua identità e diverte perché mischia tanti generi. E comunque c’è stata una sorta di rivoluzione nel cinema, è cambiato tutto. Da tre anni a questa parte le grandi star americane del presente e del passato fanno delle serie televisive.

Se ti proponessero di partecipare ad un talent snobberesti l’invito?

Oggi non si può escludere nulla perché tutto è cambiato, bisogna intraprendere operazioni giuste.  Snobbare è una parola che non appartiene al mio vocabolario. E comunque non mi sono nemmeno fatto mancare la tv: nel 2009, nonostante io sia la negazione per il ballo, accettai di partecipare a Ballando con le Stelle. Il rischio poteva essere quello di una forte sovraesposizione mediatica visto che il mercoledì ero in onda su Canale 5 con la seconda serie di Le Tre Rose di Eva e il sabato ero in diretta sul primo canale nazionale con il grande show di Rai Uno guidato da una grande professionista (Milly Carlucci).

Bilancio dell’esperienza?

Molto interessante; ne è emersa (e giunta al pubblico soprattutto durante i fuori onda) la mia vera indole, il mio carattere, la mia toscanità.

Un risvolto negativo nella vita che conduci?

Forse il fatto di non avere avuto ancora dei figli. E’una grande mancanza!

Avresti voglia di “mettere su” famiglia?

L’importante è avere accanto la persona giusta.

E ora c’è?

Potrebbe esserci (ride, ndr).

La difficoltà nella vita a due dove sta?

Un cantautore, Franco Califano nel 1977 scrisse una canzone,  Tutto il resto è noia, forse tra le più conosciute dei suoi album . Racconta una sacrosanta verità. La noia, insieme alla ripetitività credo siano i pericoli che possono minare la coppia.