Ecco il mood “napolatino”, crossover partenopeo doc di danza e musica

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Franco J Marino-“Tamué” Franco J Marino è tornato con un nuovo singolo. Si intitola Tamué e propone un mood inedito che il cantautore partenopeo definisce “Napolatino”, una fusione di danza tra elementi mediterranei e latini, di passione, gioia e contraddizione. E pensare che tutto è venuto fuori a tavola, come racconta il cantante: «”Tamuè” è nato in un giorno d’estate a casa del maestro Mauro Malavasi, da sempre innamorato della cultura partenopea e di Napoli. Io cantavo e suonavo un mio pezzo, che avevo da poco scritto, e lui improvvisando con le forchette ha inventato una soluzione ritmica nuova, originale».

Quello con Malvasi, che ha prodotto artisticamente il brano per Fonoprint, è un sodalizio che ha già portato diversi buoni frutti: «Grazie a lui sono nate le mie collaborazioni con Lucio Dalla e Andrea Bocelli» racconta Marino, che con il primo ha scritto Non vergognarsi mai e per il secondo Domani.

«E’ andata bene soprattutto con Andrea, dove ero sia compositore che autore del brano, e l’emozione è stata forte per me» confida, aggiungendo: «Ma anche se sono orgoglioso, nel mio piccolo, di aver dato un contributo ad artisti che definirei stellari, sono più felice adesso perché canto le mie canzoni».

E’ del 2011 il suo primo disco, Il pescatore di stelle. «Da allora ad oggi la passione è la stessa» dice. «Continuo ad essere ispirato dalle mie radici del sud, da cui attingo inevitabilmente, ma la mia musica è anche cambiata notevolmente perché in questo progetto al centro di tutto c’è la danza. Posso dire che un artista se soffre scrive meglio, ma ora con il Tamué anche la sofferenza danza!».

Cresciuto avendo come punti di riferimento i grandi cantautori italiani, ma anche George Micheal, Freddy Mercury, i Bee Gees, Michael Jackson, i Beatles, Bono Vox, Marino ha iniziato come cantante con Tony Esposito. «Tony ha sempre creduto in me e mi ha trasmesso tanta esperienza. Inoltre, grazie a lui conobbi Willy David, grande personalità e grande manager che ha sempre creduto in me».

Importante per la sua carriera è stato pure Vincenzo Incenzo, autore di artisti come Renato Zero e Michele Zarrillo. «La scrittura ha sempre fatto parte di me, ho lavorato molto per perfezionarla, per renderla precisa e riconoscibile. I testi all’inizio non mi venivano come avrei voluto, ma un giorno chiesi a Vincenzo di scrivermi un testo, sostituendolo ad uno già fatto da me; lui mi chiamò dopo qualche giorno dicendomi che non avrebbe fatto meglio e che ero forte. Acquistai fiducia in me stesso e da quel momento non ho più smesso di scrivere».

E proprio ora Marino, che ha collaborato anche con il tenore americano Nathan Pacheco e il soprano canadese Karine Carusi, dice di essere «nella fase più creativa da quando scrivo, mi sento nuovo, all’inizio».

Promette bene, quindi, Tamuè, che diventerà un concept album: «Lo sto realizzando e già sogno di portarlo a spasso per il mondo».