“amico mio…”: L’ultima lettera di Giuseppe D’Ambrosio Angelillo

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Giuseppe D'Ambrosio Angelillo - amico mioUn’intensa lettera colma di vigore e fermezza, dove l’autore, Giuseppe D’Ambrosio Angelillo – poeta ed editore, recentemente scomparso, lasciando un grande vuoto nel mondo della poesia e non solo -, rivolgendosi all’amico caro, lo sprona a percorrere con convinzione la strada segnata, forte del proprio solo spirito poetico. Stiamo parlando del libro amico mio, edito questa estate dalle Edizioni il Sottobosco. Questo il suggestivo incipit: amico mio, amico mio / non scordarti mai di avere fiducia in te stesso, / sei davvero il solo / che può crederci veramente fino in fondo, / e che ti può importare degli errori tuoi? che ti può intralciare la stupidità altrui?

Un gioiello artistico intriso di vera poesia, costruito con cura estrema attraverso una stampa realizzata con caratteri mobili, al cui interno i versi si accompagnano a una xilografia di Lorenzo Sammartino. In quest’opera il “poeta di strada” manifesta una volta in più l’autenticità di sentimenti che da sempre connota la sua poetica, devota alle proprie radici e allo stesso tempo attenta agli sviluppi della contemporaneità.

Si riporta, dall’ultima pagina, questo passo di straordinaria intensità: ci hai solo una rosa in tasca / che ti ha dato un giorno tua figlia, / e tutti i venti contro, c’è solo la tua candela accesa / che ti può fare luce nelle tenebre, / null’altro. Poesia autentica, che insieme all’attenzione per il libro come oggetto d’arte – concetto questo molto caro al D’Ambrosio editore-artigiano (sue le Edizioni Acquaviva, dal nome del paese natale Acquaviva delle Fonti, con tirature che non superavano mai le cento copie) – diviene preziosa e rara opera poetica.

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Giuseppe D'Ambrosio Angelillo - amico mio