E questa volta Elio fa Re Artù

0
9

SpamalotÈ possibile proporre sui nostri palcoscenici il politicamente scorretto dei Monty Python? Elio e il cast artistico e tecnico, sapientemente diretti da Claudio Insegno, hanno dimostrato di poter vincere la scommessa con Spamalot (per la prima volta in Italia). Tratto dal film Monty Python e il Sacro Graal, il musical è un mix di energia e divertimento perfettamente riuscito. L’approccio scelto da Rocco Tanica di tradurre strofa per strofa e non pedissequamente verso per verso si è rivelato il più idoneo nell’adattamento di un testo inglese non semplice anche sui giochi verbali. Dai primissimi minuti si nota come ogni artista si sia calato nell’humor dissacrante del gruppo costituito nel 1969 da G. Chapman, J. Cleese, T. Gilliam, E. Idle, T. Jones e M. Palin.

Spamalot è la parodia di Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda, in cui non si temono «argomenti sconvenienti o battute su minoranze etniche», il tutto senza mai oltrepassare il limite del rispetto né scadere in volgarità. Elio e la compagnia (tra cui Pamela Lacerenza nei panni della Dama del Lago, ma tutti meritano un plauso) restituiscono con brio e la sana dose di irriverenza lo spirito dell’originale rapportandolo a noi, pronti a conquistare i fan del sestetto inglese e chi non dovesse conoscerlo.

La musica è rigorosamente dal vivo, con un’orchestra di dieci elementi guidata dal maestro Angelo Racz. Degni di nota, tra gli altri, il numero di tip-tap (richiama Cantando sotto la pioggia), le scene su Broadway (in vero mood da music-hall) e tutte le frecciate sul sarcasmo francese e quello kosher. Lo spettacolo è in scena al Teatro Nuovo di Milano fino al 6 gennaio 2018 e poi in tournée. Da non perdere per l’entertainment intelligente e di alta qualità.