Addio al Professor Antonucci, un uomo che ha lottato per la libertà

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Giorgio AntonucciÈ morto all’età di 84 anni il professor Giorgio Antonucci, medico e psicanalista di grande fama. Nella sua vita ha lavorato anche con Franco Basaglia. Considerato un paladino dei diritti umani, Antonucci è stato punto di riferimento concreto per il movimento internazionale dell’antipsichiatria: sostenitore di un approccio umano ai problemi della psiche; dichiarava gli psicofarmaci, i trattamenti sanitari obbligatori e ogni forma di coercizione nell’approccio ai pazienti, non solo violazioni brutali dei diritti umani, ma assolutamente inutili. Il suo approccio consisteva nel comunicare con i pazienti come con qualsiasi essere umano, senza il pregiudizio del “matto”.

«Il lavoro svolto da Antonucci, nel liberare e aiutare le persone a cui la psichiatria aveva sottratto la libertà e la dignità è stato incomparabile: non si tratta di teorie o astrazioni, ma di una pratica che resta e resterà per sempre, indicandoci la strada con l’esempio», afferma il Dott. Elia Roberto Cestari, Presidente del Comitato dei Cittadini per i Diritti umani Onlus.

Un altro medico, il famoso “ Dottorcosta” – l’ortopedico dei grandi campioni del Moto Gp – lo ricorda come «il profeta di un prodigio dove la follia diviene la vera saggezza».

Giorgio Antonucci era anche membro del comitato scientifico-culturale di PENSARE oltre; movimento culturale che si occupa di creare un nuovo paradigma educativo e una scuola ripensata con validi strumenti culturali e artistici, invece di una “moda dei disturbi dell’apprendimento” dei bambini.

Il Presidente dell’associazione Elisabetta Armiato, già Prima Ballerina Étoile del Teatro alla Scala di Milano, lo ricorda così: «Respiravo l’arte con Giorgio, camminando per Firenze, mentre mi recitava la Divina Commedia, a memoria, o mi mostrava dove Michelangelo bambino andava a bottega dal Verrocchio. Uno spirito illuminato come medico e come uomo, la sua opera ha cambiato la storia di molti e il futuro di questa società. Le sue azioni, e il suo percorso insegnano che vi è bellezza in ognuno, anche in coloro ritenuti i “pazzi incurabili”, e che la vera risposta al disagio non è la barbarie psichiatrica travestita da “cura”, che spegne i nostri sogni e aspirazioni, ma ascoltare, rispettare, non giudicare. Mi ha trasferito il senso più elevato del vivere la vita, che resterà in me: nella mia memoria e nel mio sapere».

Intellettuale di altissima caratura, la sua scomparsa crea un vuoto nel mondo della cultura italiana e fiorentina, anche Dacia Maraini lo ricorda con parole piene di affetto: «Per me Giorgio Antonucci non muore. Rimane vivo nella memoria e nei mie affetti»

Il regista Alberto Cavallini ha dedicato al professor Antonucci e alla sua opera il docu-film Se mi ascolti e mi credi – un dottore senza camice, trasmesso da Rai Storia lo scorso giugno. «Giorgio durante la prima del film a Firenze era visibilmente soddisfatto. Forse percepiva quest’opera come un riconoscimento al suo lavoro, come se gli stessimo dicendo che non sarebbe stato dimenticato». Un rapporto fatto di stima e ammirazione – quello tra il regista e il professore – iniziato molti anni fa: «Un tempo sufficiente per vederne la straordinaria dote umana, quella di essersi messo al servizio del prossimo senza alcun tipo di pregiudizio. La sua offerta di aiuto era senza discriminazioni».

Se mi ascolti e mi credi – un dottore senza camice,

Nel film, il ruolo del Professore è stato interpretato dall’attore Francesco Borchi, che racconta di averlo conosciuto soltanto la sera della “prima”: «Ricordo benissimo di aver avuto le lacrime agli occhi quando gli ho stretto la mano. Ebbi la sensazione di stare accanto ad un uomo grandissimo. Uno di quelli di fronte ai quali si deve ringraziare il cielo, o chi si vuole, per averti dato l’occasione di incontrarlo. Adesso dobbiamo solo ringraziarlo tutti quanti, per quello che ha fatto. E ricordarlo. Con la speranza che qualcuno stia continuando a lottare sulla strada che lui ha tracciato».

Non è stata una vita facile quella di Giorgio Antonucci. Una vita contro tutti e insieme a pochi amici. Tuttavia, oggi può essere considerato come un uomo che ha sempre rispettato quel trattato dei Diritti Umani, troppe volte disatteso in ogni parte del mondo, lottando sempre per la libertà.

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